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Lario, l’antica strada regia e l’orrido di Nesso

Scritto da Redazione

Tra gli itinerari ciclopedonali che si snodano lungo le sponde del Lago di Como, uno dei più suggestivi è sicuramente la "Strada Regia". Qualche anno fa, un’antica mappa riscoperta nell’Archivio di Stato di Como ha permesso di ricostruire il tracciato di una vecchia mulattiera di circa 35 chilometri, a lungo dimenticata, che collega la città di Como con il centro di Bellagio, in località Ponte del Diavolo.

In realtà non è un percorso lineare, in passato tale strada era composta da un fitto reticolo di mulattiere che congiungevano tutti i paesi rivieraschi della sponda occidentale del Triangolo Lariano e che consentiva a pastori, viandanti e commercianti di attraversare in lungo e largo il territorio piuttosto agevolmente. Oggi questo percorso rappresenta un itinerario storico che consente di conoscere aspetti spesso sconosciuti del lago e del suo territorio circostante in un contesto di assoluto relax. L’itinerario può essere facilmente frazionato ed in qualsiasi tappa offre un impareggiabile panorama del Lago permettendo al contempo di camminare o pedalare lontano dal traffico.

La Strada Regia si sviluppa su mulattiere e stradine con selciati posati con la tipica pietra locale e attraversa piccoli borghi ora a monte ora a valle, mettendo in risalto due stili di vita quotidiana, quella dei pescatori e quella degli alpeggi. Rimangono e sono facilmente visibili numerosi reperti di manufatti d’epoca come ponti di pietra, muretti a secco, edicole votive, locande con le scritte sbiadite dal tempo.

Più o meno a metà strada di questo itinerario troviamo il piccolo borgo di Nesso, posto allo sbocco della omonima valle. In frazione Coatesa, raggiungibile solo a piedi, si trova l’orrido, una profonda e pittoresca gola naturale situata allo sbocco delle valli di Tuf e di Nosè; l'orrido è formato dai due torrenti, che qui si uniscono in un'unica fragorosa massa d'acqua e che, precipitando tra le rocce, diventa una bella scrosciante cascata che divide l’abitato. Lo spettacolo si può ammirare sia dalla strada provinciale 583 "Lariana", sia appunto scendendo fino al lago con la caratteristica gradinata (di oltre 340 scalini) affiancata dalle case e con in fondo un antico ponticello romanico che congiunge le due sponde del corso d'acqua. Si tratta del ponte della Civera famoso anche per essere stato location in alcune scene del primo film di Alfred Hitchcock Il labirinto della passione.

Durante i secoli, la forza delle acque dell’Orrido è stata sfruttata da fabbriche e opifici per produrre forza motrice, di importanza vitale per lo sviluppo della locale industria manifatturiera, mulini, cartiere, filatoi, oleifici, tutti infatti alimentati dall’energia idraulica della cascata.

L’Orrido di Nesso aveva attirato anche l’attenzione di Leonardo da Vinci, Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte, breve passo tratto dal Codice Atlantico. Nel XVIII e XIX secolo, quando il Lago di Como richiamava personalità culturali da tutto il mondo, l’orrido è stato citato e rappresentato da molti artisti, tra cui Federico e Carolina Lose in una delle loro celebri acquetinte. Lo scrittore Giambattista Bazzoni ambienta il romanzo Falco della Rupe o la Guerra di Musso del 1829 proprio in queste zone.

 

Fonti varie

Per approfondire: Albano Marcarini, LA STRADA REGIA, a piedi da Como a Bellagio, Lyasis edizioni, Sondrio 2007

 

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