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Il Muvis a Campodolcino, museo etnografico d’altri tempi

Scritto da Redazione

A Campodolcino, a nord di Chiavenna lungo la strada per il Passo dello Spluga in provincia di Sondrio, non si può fare a meno di visitare il Muvis (Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo), museo etnografico creato nell’edificio chiamato “Palazz” (antica locanda del XVI secolo) di proprietà del Consorzio delle Frazioni Corti – Acero.

Ogni luogo ha un racconto da proporre. Il racconto di un luogo è sempre, per chi quel luogo conosce, per chi ci è nato, per chi ci vive, un racconto affascinante. Avviene, talvolta, che il racconto sia affascinante anche per altri…

Tramite gli oggetti esposti, il museo racconta storie di agricoltori, operai, allevatori e artigiani, persone semplici che hanno vissuto le loro vite tra le montagne della Vallespluga, spesso anche con tante difficoltà. Storie di emigrazioni nel tempo (in Italia ed America), legate all’agricoltura e alla distillazione della grappa, attività nella quale gli abitanti della valle, ancora oggi, eccellono.

Il Muvis è un museo etnografico che racconta storie di carovane che attraversavano la Via Spluga, antica via commerciale che unisce Italia e Svizzera, distribuita su tortuosi sentieri e mulattiere, con testimonianze di documenti che informano sul sistema commerciale locale che gestiva il trasporto delle merci diviso in tratte “obbligate” di competenza territoriale, ben organizzate anche durante l’inverno.

Viaggi compiuti e documentati durante i secoli anche da viandanti famosi: poeti, musicisti, artisti (come Mozart, Leonardo da Vinci o Turner) letterati, militari, pellegrini e commercianti che nei loro diari descrivevano la splendida natura incontrata durante il loro passaggio. Viaggi che già gli uomini di 9000 anni fa, intraprendevano (in esposizione una mostra dedicata agli scavi archeologici del Pian dei Cavalli, con i più antichi resti dell´uomo mesolitico nel centro delle Alpi oltre a minerali, fossili e fauna riguardanti l’evoluzione del paesaggio della valle), popolazioni come Celti, Romani, vandali diretti a Roma e gente comune che nei secoli hanno attraversato la Vallespluga e lasciato tracce esposte nelle sale del museo. Maggiori info e dettagli su: www.ecomuseovallespluga.it/

Fonte: http://blog.valtellina.it

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