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Il Museo del Tesoro a Chiavenna. La storia tra gemme, perle, smalti

Scritto da Redazione

Il Museo del Tesoro si trova nella suggestiva collegiata di San Lorenzo a Chiavenna (SO), complesso risalente probabilmente al V secolo. Il porticato fu realizzato tra il XVII e XVIII  secolo con lo scopo di delimitare il cimitero e per creare uno spazio in cui effettuare le processioni. Sovrasta la collegiata il cinquecentesco campanile; sopra l’architrave del portale si trova lo stemma di Chiavenna. Dal porticato si accede al Battistero: il fonte, ricavato da un unico blocco di pietra ollàre, risale al 1156. La vasca è decorata da un rilievo che descrive la cerimonia del sabato santo.

Il museo conserva un vasto corredo di paramenti e arredi sacri e un rarissimo codice musicale del XI secolo. Pezzo principale: la “Pace di Chiavenna” coperta di evangeliario del XI secolo in oro sbalzato, gemme, perle e smalti, che rappresenta ancora oggi un capolavoro complesso ed affascinante, giunto a noi da mani sapienti dell’oreficeria medievale. Deve il suo nome all’uso liturgico cui è stato convertito in età moderna, venendo offerto al bacio dei fedeli al momento dello scambio della pace.

La presenza di gemme, perle e smalti posizionate su 25 lamine d’oro montate su una tavola di noce offrono al visitatore uno spaccato su un periodo storico complesso e articolato come fu appunto quello del Medioevo.

Sono sbalzati i simboli degli evangelisti e la scritta in latino: “Vivano in Cristo e ottengano per mezzo suo il regno coloro che hanno fatto o fatto fare un’opera così”. Secondo la tradizione sarebbe stata donata a Chiavenna da un vescovo tedesco o francese: forse da Cristiano di Magonza che nel 1176 accompagnò il Barbarossa a Chiavenna.

Sino a qualche tempo fa, questa intricata mappa di messaggi e figure era leggibile soltanto attraverso una lente di ingrandimento che permetteva a ciascun visitatore di selezionare i punti di interesse della Pace e osservarne le magnifiche lavorazioni.

Comprendendo la necessità di rendere leggibile questo capolavoro ad un più ampio numero di persone, i responsabili del Museo del Tesoro hanno posizionato uno schermo al di sopra della Pace, che permette di condividere i singoli dettagli inquadrati dalla lente di ingrandimento. Un intervento tecnologico molto prezioso, che offre l’opportunità di ammirare più a lungo e con maggior precisione, ogni singola minuzia concernente le tecniche di lavorazione, il taglio delle gemme e le minuscole iscrizioni nascoste tra il susseguirsi di codici.

La croce gemmata

Sono innumerevoli gli studi e le ricerche che nel corso degli anni si sono susseguiti su questo capolavoro. L’ultimo in ordine di tempo, ha coinvolto l’Università Cattolica del Sacro Cuore che nel 2012 ha organizzato una giornata di studi intitolata: “La Pace di Chiavenna svelata”. L’intero impianto allegorico ruota intorno alla preziosa croce gemmata che poggia su due ovali filigranati e sopraelevati da minuscole arcate. I bracci della croce si prolungano in dischi aurei, raffiguranti Cristo che scende dal cielo per farsi carne, l’angelo Gabriele, la Vergine annunziata, la Visitazione.

Info e dettagli sulle visite qui: Museo del Tesoro

Fonte: http://blog.valtellina.it/

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