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Itinerari Insubri

Itinerari Insubri (231)

Tra i tanti piccoli e piccolissimi musei dell'Insubria, quelli in Canton Ticino sono sicuramente tra i più interessanti per curiosità storiche e valore dei reperti conservati. Uno di questi è il Museo Plebano di Agno, ubicato nel paese omonimo, oggi conosciuto per l'aeroporto di Lugano e per le chilometri code dei frontalieri, un tempo crocevia importante tra Ponte Tresa, Lugano e il Monte Ceneri, quindi uno snodo importante lungo la direttrice nord-sud San Gottardo-Milano. Situato nella casa del Beneficio Parrocchiale, attigua alla Collegiata dei Santi Giovanni e Provino, il piccolo museo contiene testimonianze di tombe nord-etrusche, romane longobarde e bizantine scoperte ad Agno (Canton Ticino) e nelle immediate vicinanze (sarcofaghi). Il museo è stato aperto nel 1955 e ristrutturato nel 1992. Vi si possono vedere documenti d'archivio capitolare e pergamene.
Tra le visite e le escursioni più interessanti nel distretto di Valle Maggia in Canton Ticino, sicuramente c'è quella a Bosco Gurin e circondario. Situato a 1506 m.s.l.m, Bosco Gurin è il comune più alto di tutto il Cantone Ticino e può vantare un'anzianità di più di 7 secoli. Il villaggio è abitato in prevalenza dai discendenti dei colonizzatori Walser e ancor oggi vi si parla, oltre all'italiano, un antico idioma Walser: il "Ggurijnartitsch".Passeggiando per le viuzze del villaggio è imperdibile una visita al museo Walserhaus, allestito in una delle case rurali più antiche della Svizzera e datata 1386. All'interno si possono rivivere le tradizioni del popolo della montagna per eccellenza: i Walser.Metà dell'edificio allestito come museo mostra la cucina, il salotto, la camera da letto ed è ammobiliata quale museo abitativo. Gli altri spazi sono incentrati sui seguenti temi specifici: storia dei Walser, arte, artigianato, vita contadina, religione e…
di Paola Montonati*A circa un’ora di Milano, in provincia di Lecco, il paese di Imbersago ci attende per mostrarci un Santuario pieno di poesia e di storia.Agli inizi del 1615, i giovani pastori che conducevano le loro greggi a pascolare nella valle dell’Adda raccontarono di aver visto, in un bosco che si trovava nei dintorni, una signora del volto celestiale, avvolta in una luce azzurra.Inizialmente le autorità locali credettero  fosse solo un fenomeno di autosuggestione collettiva, ma ben presto furono costretti a ricredersi quando, il 9 maggio del 1617, tre pastorelli portarono a casa un riccio di castagna maturo, il che per quella stagione era del tutto inconcepibile.
Il Parco botanico di San Grato a soli dieci chilometri da Lugano ha caratteristiche naturali uniche e offre un panorama eccezionale sugli immediati dintorni e sulle vette della catena alpina. Visitandolo avrete la sensazione di entrare in un mondo incantato dove i colori e i profumi delle azalee, delle camelie e dei rododendri vi faranno vivere emozioni indimenticabili. Specialmente in primavera. Il parco botanico San Grato si trova sull'Arbostora, una collina che sovrasta il Ceresio, e fa parte del territorio di Carona, raggiungibile da Lugano in 15-20 minuti di automobile. Dal parco si approfitta del panorama eccezionale sugli immediati dintorni, sul lago e sulle vette della catena alpina. Per accedere al Parco San Grato si percorre quello che viene comunemente chiamato il "sentiero dei fiori", che inizia dalla vetta del Monte San Salvatore e prosegue in direzione del parco attraversando il nucleo di Carona.
In fondo a via Melchiorre Gioia a Milano, paraticamente dove inizia via De Marchi nel quartiere Greco, si scorge una piccola oasi in cui non sembra più di essere in città... da qui, dove fiorisce il glicine a primavera, parte la pista ciclabile del Naviglio della Martesana. Si lascia alle spalle il rumore delle auto e si prosegue lungo la pista riservata, affiancando il canale, alla cui realizzazione contribuì Leonardo in persona. Il percorso è ombreggiato e si gode la pace e la serenità offerte da questo insolito tratto cittadino. Per chi ama la storia e apprezza le bellezze dell'architettura lombarda, la destinazione sarà il Castello di Cassano d'Adda o la Villa Borromeo, dai sontuosi giardini.  Il Naviglio della Martesana nasce a Trezzo sull'Adda, nei pressi del Santuario della Madonna di Concesa, per terminare dopo 38 chilometri a Milano. Congiunge così le acque dell'Adda al capoluogo lombardo. L'itinerario che scorre lungo…
di Stefano Todisco* Ultimo comune della provincia di Milano, in direzione di Bergamo, Trezzo sull’Adda è adagiato su un’ansa dell’omonimo fiume, spartiacque tra le due province odierne che un tempo erano parte del ducato di Milano e della Repubblica di Venezia. Il toponimo rimanda alla radice celtica trek- per indicare un luogo sopraelevato e protetto. L’insediamento celtico, e poi romano, precedette il successivo borgo medievale; La fortezza era diventato un avamposto contro le armate dei veneziani. I dati archeologici giunti a noi finora sono di considerevole importanza: nel 1846 è stato trovato casualmente, in località Bernà, un oggetto (ora nel Castello Sforzesco ma la cui copia è nell’antiquarium del castello di Trezzo) in bronzo denominato “Situla di Trezzo”, datata tra VI e IV secolo a.C., quindi al periodo celtico.
In Ticino tanti sono i belvederi, in alcuni possiamo abbinario le bellezze del paesaggio ocn quelle della storia e dell'arte. Come nel caso di Cademario e della chiesa di Sant'Ambrogio, ino dei monumenti più significativi ed interessanti del Cantone. Cademario si trova nel Malcantone, un balcone sul piano del Vedeggio. Cademario e dintorni risultano abitati già dall’età del ferro: lo dimostrerebbero le tombe celtiche scoperte nel villaggio e le iscrizioni etrusche visibili nel muro della Casa Pelli di Aranno. Si crede, inoltre, che sotto il pavimento della Chiesa di Sant’Ambrogio esistano le fondamenta di un’altra Chiesa più antica: mancano, però, i reperti archeologici che possano testimoniare tale fatto.
Iniziamo il nostro viaggio in Lomellina da Mortara, capoluogo storico, oggi un moderno centro fiorente di attività agricole, industriali e commerciali, nonché un importante nodo stradale e ferroviario. Questa cittadina offre al visitatore interessanti monumenti ed opere d'arte, quali il gotico duomo di San Lorenzo, la chiesa di Santa Croce, chiesa madre dell'ordine monastico Mortariense e l'antica abbazia di Sant'Albino, sorta sul luogo della leggendaria battaglia fra Franchi e Longobardi. Ma, al turista attento alla buona cucina, non possono sfuggire i rarissimi e squisiti piatti tipici di Mortara, unici in Italia: salumi, patè e prosciutti d'oca, una prelibatezza cui viene dedicata ogni anno una delle più caratteristiche sagre tradizionali della Lombardia. Una strada provinciale, che si snoda tortuosa tra risaie e campi di mais, ci conduce ad Olevano di Lomellina. Entriamo nel borgo, ricordato dagli storici fin dal medioevo, da un arco annesso alla settecentesca chiesa parrocchiale e, oltre al…
Palazzi e giardini Borromei dell’Isola Bella e dell’Isola Madre riaprono oggi i battenti dopo la chiusura invernale che è servita alla tradizionale manutezione degli edifici e dei giardini, dallo scorso novembre. Sono, insieme a Villa Taranto, che ha aperto mercoledì, le principali attrazioni turistiche del Lago Maggiore per numero di visitatori. Le Isole Borromee rimarranno aperte tutti i giorni dalle 9 alle 17,30 fino a domenica 19 ottobre. L’isola Bella è un luogo sorprendente grazie a fioriture ricorrenti ed inestimabili tesori d’arte che si fondono in un armonioso microcosmo. Trasformata da scoglio a giardino fiorito oggi l’isola appare come un vascello che fluttua sulle azzurre acque del lago Maggiore così come nell’intento del suo fondatore Vitaliano VI Borromeo.

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