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Itinerari Insubri

Itinerari Insubri (233)

Una visita obbligatoria quando vi trovate a Bellano (LC) è quella all'Orrido. Si tratta di una gola naturale creata dal fiume Pioverna le cui acque, nel corso dei secoli, hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche. I tetri anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose che hanno ispirato moltissimi scrittori, hanno fatto dell'Orrido la località turistica più nota del Lario. La Cà del diavol evoca nell'immaginario collettivo paure e riti satanici, rendendo palpabile il fascino misterioso del luogo. Una passerella in cemento consente al visitatore di ammirare la bellezza di un luogo veramente unico. Ma andiamo con ordine.
di Matteo Bollini* Il castello del Baradello sorge sull'omonimo colle che domina la città di Como, da dove lo sguardo si spinge sino alle Alpi e alla pianura Padana. La torre quadrata è solo la struttura meglio conservata di un complesso più ampio di edifici, portati in luce e restaurati nel corso di un intervento svoltosi negli anni '70. Mentre è ipotizzabile che la collina sia stata abitata già fin dall'antichità, le prime fonti documentarie risalgono al XII secolo, quando si ricorda come durante la guerra tra Como e Milano (1118-1127), i Comaschi salissero sul colle per trovarvi rifugio. La storiografia locale confermata dalla Cronica di Corrado la Liechtenau (abate del XII secolo), ritiene che la costruzione del castello sia stata voluta da Federico Barbarossa, il quale dopo aver concesso per la prima vola la pace a Milano nel 1158, venne in città e ne accordò la costruzione, unitamente all'ampliamento…
Il Verbano Cusio Ossola vanta una lunga tradizione nel campo dell'energia idroelettrica, grazie alla presenza di numerosi corsi d'acqua che dalle Alpi scendono a valle. La costruzione delle centrali idroelettriche in Val d'Ossola e Formazza fu affidata principalmente all'architetto Piero Portaluppi, che terminò i lavori tra il 1921 e il 1929. Le grandi cattedrali dell'energia, così come le definì l'architetto futurista Antonio Sant'Elia, sono osservabili a Verampio, Crego, Valdo, Sottofrua, Crevoladossola e Caderese e presentano uno stile molto combinato, caratterizzato da impronte neoclassiche e barocche che le rende simili a imponenti castelli fortificati. Segnaliamo, tra queste, la centrale Ettore Conti, di Verampio. E’ una delle più vecchie d'Italia, si trova alla confluenza del fiume Toce e del torrente Devero ed è la prima centrale che si incontra risalendo la Valle Antigorio. Venne costruita fra il 1912 e il 1914 da Ettore Conti di Verampio, un imprenditore milanese che per primo…
L’odierna chiesa di S. Stefano sorge su un luogo di culto molto antico, come testimoniato da una lapide romana del II sec. d.C. rinvenuta nelle immediate vicinanze; questa lapide, oltre a documentare l’antico insediamento umano, evidenzia anche il culto al Dio Silvano, divinità dei boschi e delle foreste. Spesso le chiese cristiane sorsero sulle stesse fondamenta dei templi pagani, perciò si può ipotizzare che nell’area di S. Stefano sorgesse un tempio pagano dedicato appunto a Silvano, soppiantato successivamente da una costruzione cristiana.
Nella splendida cornice naturale offerta dal Parco Regionale del Campo dei Fiori nelle Prealpi Varesine nasce il Museo della Cultura Rurale Prealpina, secondo criteri di salvaguardia, tutela e valorizzazione delle complesse relazioni, materiali e immateriali, che hanno identificato, e tuttora identificano, un endemico patrimonio etnico-culturale e paesaggistico. Hanno contribuito alla realizzazione del Museo della Cultura Rurale Prealpina docenti, ricercatori e tecnici del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell'Università dell’Insubria¹ (sede di Varese), con volontari e componenti del consiglio comunale del Comune di Brinzio; Le ragioni di un museo La caratteristica più tipica dell'uomo non è la sua capacità di apprendere, che la nostra specie condivide con molte altre, ma piuttosto la sua abilità di insegnare e conservare ciò che gli altri hanno sviluppato prima di lui e gli hanno tramandato. (Margaret Mead) Il Museo della Cultura Rurale Prealpina, inaugurato nel settembre 2008, è parte di una nuova realtà ecomuseale…
di Cristina Culanti* Il salotto degli albaredesi... nel cuore di questa perla di paese, centro dell’Alta Valle del Bitto che regala indimenticabili passeggiate immersi nella natura fino ad arrivare davvero in alto, ai maggenghi dove si produce il Bitto storico, ma anche lungo le vie del paese le suggestioni non mancano... E ora anche in un libro a firma di Patrizio Del Nero: “Ul salòt di Barilocch”, segni dell’uomo e identità di una comunità: i barilocc. Edito da Ecomuseo della Valle del Bitto.
Il mulino-museo, casa natale e dal 1983 pinacoteca di Innocente Salvini (Cocquio Trevisago 1889 - 1979), è un raro esempio di archeologia industriale del XVII secolo, impreziosito dai resti di un’antica torre medievale e caratterizzato da due ruote e da una serie di ingranaggi perfettamente funzionanti, mossi dall’acqua del vicino torrente Viganella. In questo angolo tuttora di quiete, al confine tra i comuni di Cocquio Trevisago (VA) e Gemonio (VA), l’artista di spiccata valenza espressionista abitò e lavorò per un’intera vita, traendo ispirazione dal vicino paesaggio e animandolo con volti frugali e umili figure, testimoni di una civiltà rurale oggi scomparsa.
L'antico borgo di Cittadella, deve il suo nome dal recinto fortificato eretto nel XIV secolo da Azzone Visconti, ampliando le mura per proteggere sia gli edifici che le tante opere idrauliche ed i mulini. È possibile cercare di immaginare come potesse essere questa zona passando da via Santa Croce e via Conca del Naviglio giacchè i tracciati di queste strade sono i medesimi ancora oggi. Subito dopo piazza XXIV Maggio, imboccando quello che oggi chiamiamo corso di Porta Ticinese, troviamo la Basilica di S.Eustorgio.
Il progetto Ecomuseo della Valle Olona nasce dalla gente e dalle Associazioni del territorio, intenzionati, con il supporto delle istituzioni, a recuperare storia, tradizioni e cultura locale per divulgarla e valorizzarla. L'Associazione In cammino verso l'Ecomuseo della Valle Olona si fa portavoce di questo progetto mirato a unire ogni realtà interessata a raggiungere l'obiettivo Il territorio comprende 14 Comuni nell'area del Seprio e del Medio Olona, lungo l'asse del fiume Olona. La sede è a Castellanza (VA). Cos'è un Ecomuseo Il termine Ecomuseo fu pensato da Hugues de Varine durante una riunione con Georges Henri Rivière, all'epoca rispettivamente direttore ed ex-direttore e consigliere permanente dell'ICOM (The International Council of Museums), e Serge Antoine, consigliere del Ministro dell'Ambiente. Fu usato per la prima volta nel 1971 in un intervento dell'allora Ministro dell'Ambiente francese, M.Robert Poujade, che l'utilizzò per qualificare il lavoro di un ministero in piena creazione. Gli Ecomusei inizialmente, realizzati…
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