Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Itinerari Insubri

Itinerari Insubri (238)

di Paola Montonati* Forse, magari fra un po’, forse tra qualche giorno o anche un po’ di più, non importa, arriverà la primavera e allora... Il naviglio di Bereguardo e Morimondo Seguite la strada che da Castelletto, punto nodale dei Navigli, costeggia la roggia Ticinello fino al secondo mulino e proseguite fino all’altezza della Cascina Biglia, dove prenderete la strada sterrata a destra. Oltrepassate il Naviglio di Bereguardo, vicino a Bugo, e percorrete l’alzaia fino a Caselle, dove tornerete a fiancheggiare il Ticinello, nella parte che dalla Cascina Zamarola arriva fino alla cascina che prende il nome dal corso d’acqua. All’incrocio che conduce a Rosate prendete a destra e arriverete a superare il Naviglio di Bereguardo. Percorrete l’alzaia fino ad arrivare alla Cascina Conca, dal caratteristico e antico ponte.
Nella parte più a nord del Ticino è situata la Val Bedretto. Contrafforte superiore della Val Leventina, a nord è delimitata dalla catena del Massiccio del Gottardo con il Pizzo Rotondo e a sud dal Massiccio del Cristallina. La regione molto naturale è segnata da secoli di pastorizia e industria lattiero-casearia. Vista l’elevata altitudine, i villaggi ricavavano dei rendimenti alquanto modesti. Gli autoctoni della valle furono così spesso costretti a trasferirsi per ragioni economiche. Oggi la zona riprende la sua identità, soprattutto grazie al turismo e all’apertura della strada per il Passo Novena/Nufenen avvenuta nel 1964 e che la collega con il Vallese. Attraverso il Passo di San Giacomo la valle è collegata alla Val Formazza, ma la strada è chiusa al traffico veicolare. La valle è interamente in territorio del comune omonimo, uno dei più piccoli della Svizzera per popolazione, solo 74 abitanti censiti.
Vi sono luoghi che esistono solo nella nostra fantasia. Vi sono luoghi di cui bisogna avere coscienza che esistano. Agaro appartiene ad entrambe le categorie. Agaro è stato per diversi secoli una delle più importanti colonie walser italiane; sicuramente la più remota ed isolata di tutto l'arco alpino. Era famosa per la prestanza fisica dei suoi abitanti e per la non trascurabile usanza di fumare la pipa da parte delle donne. E' stato così fino agli inizi del secolo scorso quando la corsa al progresso ed al bisogno di energia lo ha cancellato per sempre dalla nostra vista. E' stato sommerso per il bene comune. Dal 1936 al 1940 operai ed ingegneri si sono alternati alla costruzione della diga. Ma dove si trova Agaro? Anche oggi con il progresso tecnologico e scientifico non è facile raggiungerlo. Bisogna risalire la strada della valle Antigorio sino a Baceno, svoltare per l'alpe Devero e…
Milano, città bellissima e attiva, dalla quale ogni tanto si ha voglia di scappare per dimenticare il lavoro, la fretta, le corse. Si può fare con semplicità: lasciare per un giorno la metropoli lombarda, infatti, non è difficile, perché a poca distanza ci sono località immerse nel verde, poco frequentate, dove trascorrere qualche ora lontano dal frenetico tran tran per dedicare un po’ di tempo a noi stessi. Per chi vuole conoscere una natura incontaminata, la Val d'Intelvi è perfetta, ricca di itinerari boscosi e panorami mozzafiato. Val d’Intelvi, la terra tra due laghi Ci sono due modi per raggiungere la Valle d’Intelvi da Milano. Il primo, con la macchina, prendendo l’autostrada dei Laghi A9 fino all’uscita Como Nord e poi seguendo la Statale Regina in direzione Menaggio fino ad Argegno.
Il comune di Castelseprio (VA) si estende per 3,9 kmq, ed è posto nel settore centro-orientale della provincia di Varese. Appartiene, con Castiglione Olona, Gornate Olona, Lonate Ceppino, e Cairate, ad un sistema insediativo lineare che si sviluppa lungo la Valle dell’Olona, delimitato ad est dalla strada provinciale 233 e a ovest dal Parco Rile, Tenore, Olona. Le increspature collinari di Castelseprio e dei centri vicini rientrano in un reticolo idrografico caratterizzato a Nord dagli alvei fluviali ad andamento da rettilineo, o poco sinuoso, del Tenore e del Rile, ricchi di argille, a meridione dal fiume Olona. Il territorio è costituito da terrazzamenti fluvioglaciali profondamente incisi dall’erosione fluviale, facilmente soggetto a smottamenti e caratterizzato da un clima ad elevata piovosità.
Una visita obbligatoria quando vi trovate a Bellano (LC) è quella all'Orrido. Si tratta di una gola naturale creata dal fiume Pioverna le cui acque, nel corso dei secoli, hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche. I tetri anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose che hanno ispirato moltissimi scrittori, hanno fatto dell'Orrido la località turistica più nota del Lario. La Cà del diavol evoca nell'immaginario collettivo paure e riti satanici, rendendo palpabile il fascino misterioso del luogo. Una passerella in cemento consente al visitatore di ammirare la bellezza di un luogo veramente unico. Ma andiamo con ordine.
di Matteo Bollini* Il castello del Baradello sorge sull'omonimo colle che domina la città di Como, da dove lo sguardo si spinge sino alle Alpi e alla pianura Padana. La torre quadrata è solo la struttura meglio conservata di un complesso più ampio di edifici, portati in luce e restaurati nel corso di un intervento svoltosi negli anni '70. Mentre è ipotizzabile che la collina sia stata abitata già fin dall'antichità, le prime fonti documentarie risalgono al XII secolo, quando si ricorda come durante la guerra tra Como e Milano (1118-1127), i Comaschi salissero sul colle per trovarvi rifugio. La storiografia locale confermata dalla Cronica di Corrado la Liechtenau (abate del XII secolo), ritiene che la costruzione del castello sia stata voluta da Federico Barbarossa, il quale dopo aver concesso per la prima vola la pace a Milano nel 1158, venne in città e ne accordò la costruzione, unitamente all'ampliamento…
Il Verbano Cusio Ossola vanta una lunga tradizione nel campo dell'energia idroelettrica, grazie alla presenza di numerosi corsi d'acqua che dalle Alpi scendono a valle. La costruzione delle centrali idroelettriche in Val d'Ossola e Formazza fu affidata principalmente all'architetto Piero Portaluppi, che terminò i lavori tra il 1921 e il 1929. Le grandi cattedrali dell'energia, così come le definì l'architetto futurista Antonio Sant'Elia, sono osservabili a Verampio, Crego, Valdo, Sottofrua, Crevoladossola e Caderese e presentano uno stile molto combinato, caratterizzato da impronte neoclassiche e barocche che le rende simili a imponenti castelli fortificati. Segnaliamo, tra queste, la centrale Ettore Conti, di Verampio. E’ una delle più vecchie d'Italia, si trova alla confluenza del fiume Toce e del torrente Devero ed è la prima centrale che si incontra risalendo la Valle Antigorio. Venne costruita fra il 1912 e il 1914 da Ettore Conti di Verampio, un imprenditore milanese che per primo…
L’odierna chiesa di S. Stefano sorge su un luogo di culto molto antico, come testimoniato da una lapide romana del II sec. d.C. rinvenuta nelle immediate vicinanze; questa lapide, oltre a documentare l’antico insediamento umano, evidenzia anche il culto al Dio Silvano, divinità dei boschi e delle foreste. Spesso le chiese cristiane sorsero sulle stesse fondamenta dei templi pagani, perciò si può ipotizzare che nell’area di S. Stefano sorgesse un tempio pagano dedicato appunto a Silvano, soppiantato successivamente da una costruzione cristiana.
Pagina 8 di 14

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Scrivi alla Redazione

Puoi scriverci al seguente indirizzo:

bollentini@labissa.com

 

 

 

Seguici anche su:

Realizzato da: Cmc Informatica e Comunicandoti