Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Itinerari Insubri

Itinerari Insubri (231)

Il Verbano Cusio Ossola vanta una lunga tradizione nel campo dell'energia idroelettrica, grazie alla presenza di numerosi corsi d'acqua che dalle Alpi scendono a valle. La costruzione delle centrali idroelettriche in Val d'Ossola e Formazza fu affidata principalmente all'architetto Piero Portaluppi, che terminò i lavori tra il 1921 e il 1929. Le grandi cattedrali dell'energia, così come le definì l'architetto futurista Antonio Sant'Elia, sono osservabili a Verampio, Crego, Valdo, Sottofrua, Crevoladossola e Caderese e presentano uno stile molto combinato, caratterizzato da impronte neoclassiche e barocche che le rende simili a imponenti castelli fortificati. Segnaliamo, tra queste, la centrale Ettore Conti, di Verampio. E’ una delle più vecchie d'Italia, si trova alla confluenza del fiume Toce e del torrente Devero ed è la prima centrale che si incontra risalendo la Valle Antigorio. Venne costruita fra il 1912 e il 1914 da Ettore Conti di Verampio, un imprenditore milanese che per primo…
L’odierna chiesa di S. Stefano sorge su un luogo di culto molto antico, come testimoniato da una lapide romana del II sec. d.C. rinvenuta nelle immediate vicinanze; questa lapide, oltre a documentare l’antico insediamento umano, evidenzia anche il culto al Dio Silvano, divinità dei boschi e delle foreste. Spesso le chiese cristiane sorsero sulle stesse fondamenta dei templi pagani, perciò si può ipotizzare che nell’area di S. Stefano sorgesse un tempio pagano dedicato appunto a Silvano, soppiantato successivamente da una costruzione cristiana.
Nella splendida cornice naturale offerta dal Parco Regionale del Campo dei Fiori nelle Prealpi Varesine nasce il Museo della Cultura Rurale Prealpina, secondo criteri di salvaguardia, tutela e valorizzazione delle complesse relazioni, materiali e immateriali, che hanno identificato, e tuttora identificano, un endemico patrimonio etnico-culturale e paesaggistico. Hanno contribuito alla realizzazione del Museo della Cultura Rurale Prealpina docenti, ricercatori e tecnici del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell'Università dell’Insubria¹ (sede di Varese), con volontari e componenti del consiglio comunale del Comune di Brinzio; Le ragioni di un museo La caratteristica più tipica dell'uomo non è la sua capacità di apprendere, che la nostra specie condivide con molte altre, ma piuttosto la sua abilità di insegnare e conservare ciò che gli altri hanno sviluppato prima di lui e gli hanno tramandato. (Margaret Mead) Il Museo della Cultura Rurale Prealpina, inaugurato nel settembre 2008, è parte di una nuova realtà ecomuseale…
di Cristina Culanti* Il salotto degli albaredesi... nel cuore di questa perla di paese, centro dell’Alta Valle del Bitto che regala indimenticabili passeggiate immersi nella natura fino ad arrivare davvero in alto, ai maggenghi dove si produce il Bitto storico, ma anche lungo le vie del paese le suggestioni non mancano... E ora anche in un libro a firma di Patrizio Del Nero: “Ul salòt di Barilocch”, segni dell’uomo e identità di una comunità: i barilocc. Edito da Ecomuseo della Valle del Bitto.
Il mulino-museo, casa natale e dal 1983 pinacoteca di Innocente Salvini (Cocquio Trevisago 1889 - 1979), è un raro esempio di archeologia industriale del XVII secolo, impreziosito dai resti di un’antica torre medievale e caratterizzato da due ruote e da una serie di ingranaggi perfettamente funzionanti, mossi dall’acqua del vicino torrente Viganella. In questo angolo tuttora di quiete, al confine tra i comuni di Cocquio Trevisago (VA) e Gemonio (VA), l’artista di spiccata valenza espressionista abitò e lavorò per un’intera vita, traendo ispirazione dal vicino paesaggio e animandolo con volti frugali e umili figure, testimoni di una civiltà rurale oggi scomparsa.
L'antico borgo di Cittadella, deve il suo nome dal recinto fortificato eretto nel XIV secolo da Azzone Visconti, ampliando le mura per proteggere sia gli edifici che le tante opere idrauliche ed i mulini. È possibile cercare di immaginare come potesse essere questa zona passando da via Santa Croce e via Conca del Naviglio giacchè i tracciati di queste strade sono i medesimi ancora oggi. Subito dopo piazza XXIV Maggio, imboccando quello che oggi chiamiamo corso di Porta Ticinese, troviamo la Basilica di S.Eustorgio.
Il progetto Ecomuseo della Valle Olona nasce dalla gente e dalle Associazioni del territorio, intenzionati, con il supporto delle istituzioni, a recuperare storia, tradizioni e cultura locale per divulgarla e valorizzarla. L'Associazione In cammino verso l'Ecomuseo della Valle Olona si fa portavoce di questo progetto mirato a unire ogni realtà interessata a raggiungere l'obiettivo Il territorio comprende 14 Comuni nell'area del Seprio e del Medio Olona, lungo l'asse del fiume Olona. La sede è a Castellanza (VA). Cos'è un Ecomuseo Il termine Ecomuseo fu pensato da Hugues de Varine durante una riunione con Georges Henri Rivière, all'epoca rispettivamente direttore ed ex-direttore e consigliere permanente dell'ICOM (The International Council of Museums), e Serge Antoine, consigliere del Ministro dell'Ambiente. Fu usato per la prima volta nel 1971 in un intervento dell'allora Ministro dell'Ambiente francese, M.Robert Poujade, che l'utilizzò per qualificare il lavoro di un ministero in piena creazione. Gli Ecomusei inizialmente, realizzati…
Di proprietà del Club Alpino Svizzero – Sezione Ticino, la capanna Campo Tencia è la prima capanna delle montagne ticinesi, venne costruita nel 1912 ai piedi del pizzo omonimo, sul versante leventinese in alta Val Piumogna. La confortevole e moderna capanna attuale è stata riedificata nel 1977, in quanto un incendio nell`agosto 1975 distrusse la vecchia struttura . Negli ultimi anni sono stati eseguiti ulteriori lavori di miglioria. È situata su di un terrazzo chiamato poggio del Giubin a 2140 msm, da dove verso nord- est la vista spazia dallo Scopi fino a sud-est oltre il ghiacciaio dell’Adula ( Rheinwaldhorn ).
Il Sass da Preja Buia, o Sass de Preja Buia, si trova nella zona nord ovest di Sesto Calende (VA), in località San Vincenzo: è un masso erratico di grosse dimensioni risalente all'Era Quaternaria. È stato dichiarato monumento naturale regionale vista la sua importanza storica e geologica. Storia del Sass da Preja Buia Il Sass da Preja Buia avrebbe rappresentato nelle epoche più antiche, nell'ipotesi più probabile, un altare sacrificale. Vi sono infatti numerosi petroglifi a carattere simbolico e culturale risalenti all'epoca preistorica. Tutto intorno sono presenti altri massi erratici, sui quali sono presenti altri petroglifi. Il Masso risale precisamente all'ultima glaciazione del Neozoico. Il ghiacciaio, nella sua progressione, trascinò sia materiale morenico sia dei grandi massi che, letteralmente errando, arrivarono a queste campagne. Nei dintorni del Lago Maggiore troviamo altri famosi massi erratici, come il Sass Cavalasc a Ranco e il Sasso Galletto a Castelveccana, che spunta direttamente dalle…

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Scrivi alla Redazione

Puoi scriverci al seguente indirizzo:

bollentini@labissa.com

 

 

 

Seguici anche su:

Realizzato da: Cmc Informatica e Comunicandoti