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Itinerari Insubri

Itinerari Insubri (233)

  di Marco De Rinaldis* Una data: 19 settembre 1926. Una partita:Milan-Inter. La storia dello Stadio San Siro di Milano non poté che avere come primo scontro all’interno del proprio impianto il derby tra le due società milanesi (per la cronaca finito con il risultato di 6 a 3 per i nerazzurri). È uno degli stadi più famosi ed importanti al mondo. 
Indemini e l’Alpe di Neggia (comune di Gambarogno, sponda orientale del Lago Maggiore, Canton Ticino) sono meta di una escursione alla portata di tutti, tra boschi, alpeggi e vista incomparabile sul Lago Maggiore e la catena delle Alpi. A nord della fermata dell'autopostale all'Alpe di Neggia, passo che fa da spartiacque tra la Val Veddasca e il Gambarogno (m.1395), parte una comoda mulattiera che conduce in cima al Monte Gambarogno, dal quale si gode una vista incomparabile sul Lago Maggiore e sull'intero arco alpino. Il sentiero scende poi con ampie svolte lungo il declivo occidentale della montagna per arrivare all'Alpe Cedullo dove è possibile gustare il formaggio prodotto in loco. Da qui prosegue in leggera salita e giunge al colle di Sant’Anna con l'oratorio solitario. La discesa su Indemini si effettua agevolmente lungo il pendio dei Sassi Gialli: passata la Val Crosa si scende attraverso un bosco di betulle e…
di Paola Montonati* A circa un’ora di macchina da Milano, si può per qualche ora sognare di essere una antica dama del 700, che passeggia in un parco meraviglioso, tra fiori profumati e romantici laghetti. Il Parco Giardino Sigurtà, che si trova nelle vicinanze di Valeggio sul Mincio, presso le colline moreniche a sud del lago di Garda, nacque nel 1617 come una tenuta agricola di Villa Maffei, irrigata dalle acque del fiume Mincio.
L'ostello Al Curò, dotato di 38 posti letto, è stato realizzato grazie a un cofinanziamento regionale di euro 480.000. Il nuovo ostello, che rimpiazza il vecchio rifugio Curò, in alta Val Seriana in comune di Valbondione (BG), è una realtà che guarda al futuro, non solo per le scelte architettoniche, ma anche per l'impostazione generale.
di Oliviero Spada* Esistono tantissimi musei in Lombardia: oltre ai più "classici", che sono quelli archeologici e storico artistici, ne esiste un'ampia varietà, delle categorie più curiose e interessanti. Qui sotto troverete notizie di tutti questi musei, divisi in ordine alfabetico secondo il Comune in cui si trovano.
Il “Museo Europeo dei Trasporti Francesco Ogliari” di Ranco (VA), piccolo comune situato lungo la sponda orientale del Lago Maggiore tra Angera ed Ispra, fu fondato nel 1954 dal professor Francesco Ogliari (1931-2009), letterato, scrittore, uomo di scienze e autore di una Storia dei trasporti in settanta tomi. Il museo permette di ripercorrere duecento anni di storia dei trasporti nella meravigliosa cornice di Villa Fantasia, già abitazione personale dello stesso Ogliari, sulle rive del lago Maggiore.
Chissà che bella vista hanno dall’alto i paracadutisti del Para Centro di Locarno (TI) su Le Bolle di Magadino, il biotopo più importante del Canton Ticino. Dal 1979 è stato denominato "riserva cantonale" con un'ordinanza di protezione a tutela del territorio ed è stato iscritto nel 1982 alla Convenzione di Ramsar dell'UNESCO per la tutela delle aree umide.  Dal 1994 è sede di un centro d’inanellamento per uccelli migratori, che fa parte di un progetto di ricerca europeo (European-African Songbird Migration Network) coordinato dall'Università di Oldenburg, nella Bassa Sassonia, che studia i moti migratori dei passeri tra Europa e Africa. Dallo studio è emersa l’importanza delle Bolle di Magadino quale area di transito e sosta dei volatili migratori, tra le più frequentate nonostante le piccole dimensioni. Considerato un paesaggio naturale estremamente raro in tutta l’Europa, per la diversità di ambienti formatisi con l’avanzamento della terraferma verso il lago, deve la…
Un luogo Zen. Così amo definire questo parco di circa cinque ettari attraversato dal torrente Dovrana che forma in alcuni angoli suggestive cascatelle, con un percorso botanico ben segnalato che permette al visitatore di conoscerne la vegetazione, in particolar modo rari alberi di alto fusto ed attrezzato con panchine dove potersi fermare meditando su questo bellissimo gioiellino naturalistico o leggendo un libro in pieno relax. Il nome Argentera deriva dalla sua area, sfruttata in epoca Romana per la ricchezza mineraria di galena argentifera, manganese e silicio, che attorno al XVIII secolo venne sfruttata, grazie ai suoi corsi d’acqua, per la costruzione di diciotto mulini utilizzati per la macinazione di castagne, cereali, semi di girasole e noci. Nei primi del ‘900 una famiglia borghese comprò l’area dell’Argentera e ne fece un parco, arricchendone la vegetazione anche con alcune specie d’importazione tutt’ora esistenti e ricavando un piccolo laghetto, alimentato dalle acque del…
di Emanuela Trevisan* Anche a chi non è un fervente cattolico professante, una visita all’Abbazia di Piona (Lecco) non può che far bene allo spirito, sia per la tranquillità che regna sempre negli ambienti monastici, sia per trascorrere qualche ora in uno scenario di incomparabile bellezza, in pieno relax, dove la storia del Cristianesimo ha lasciato un segno indelebile e ben conservato. 
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