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Itinerari Insubri

Itinerari Insubri (231)

Ebbene si, cedo al sentimento e presento non solo uno dei percorsi più classici dell’escursionista varesino nelle Prealpi che fanno parte del Parco Regionale del Campo dei Fiori a pochi chilometri a nord di Varese in direzione di Luino, ma anche una delle passeggiate che preferisco e che faccio abitualmente partendo direttamente da casa mia. L’itinerario presentato, così come è consigliato dallo stesso parco, può prendere in considerazione anche una variante interessante che è appunto quella che prediligo e nei due sensi di marcia. Arrivati sulla Martica, al posto di rientrare a Brinzio, si può proseguire lungo il crinale della montagna, raggiungere la vetta del monte Chiusarella per poi scendere a Bregazzana e quindi eventualmente a Fogliaro. Una soluzione più lunga e faticosa, ma appagante per quanto riguarda panorami e belvederi. Troverete sicuramente poca gente o addirittura nessuno, sarete immersi in scenari selvaggi e silenziosi, un paradiso per chi ama…
*alla memoria del marchese don Carlo Ermes Visconti di San Vito. Il Castello Visconti di San Vito la cui antichissima origine pare risalga al IX secolo, è citato in un testamento rogato a Gallarate il 22 giugno 1251 dal notaio Marcellino de Angleria. Testimonianza della presenza viscontea, attestata in Somma fin dal 1250, nacque come rocca di difesa ai confini del Ducato di Milano. Lo sviluppo della fortezza viscontea in più vaste proporzioni abitabili e con funzioni di residenza, lo si ebbe a partire dall'anno 1448 quando i fratelli Francesco e Guido Visconti, per sfuggire ai contrasti con la Repubblica Ambrosiana, succeduta in Milano alla signoria viscontea, si rifugiarono nella loro antica proprietà di Somma. In pochi anni la nobile dimora venne quindi in gran parte ricostruita, ampliata e contornata da fossati. L'antica rocca di difesa assunse così il ruolo di castello fortificato eletto a stabile dimora dei Visconti. Nell'anno…
Oga è un piccolo paese di montagna ubicato nelle vicinanze di Bormio in provincia di Sondrio (altitudine sul mare: 1500 m), in mezzo ad ampi boschi di conifere e contornato dalle più belle vette delle Alpi centrali (Ortles, Gran Zebrù, Tresero, Thurwieser, Cevedale, S.Matteo, Confinale, Reit, Cima Piazzi, ..). E' abitato stabilmente da poco più di 300 abitanti. Dopo le difficoltà degli anni '70 e '80, si assiste oggi ad una interessante ripresa: molti giovani scelgono di restare e persino di venire ad Oga dove mettono su casa e famiglia ed avviano anche qualche attività produttiva. La riapertura e il potenziamento della ski-area del S.Colombano non farà che bene ad Oga, dopo anni di "sofferenza" turistica e di apatia.
di Paola Montonati* Non molto lontano, a circa 25 km da Como troviamo il Sacro Monte di Ossuccio, così bello e pieno di opere d’arte che nel 2003 venne inserito dall’UNESCO nel gruppo dei nove Sacri Monte prealpini considerati Patrimoni dell’Umanità. Le origini del Sacro Monte di Ossuccio, che si trova su una collina presso la riva occidentale del Lago di Como, proprio di fronte all’Isola Comacina, risalgono alla fine del IV secolo d. C, quando il luogo era abitato da una piccola comunità romana devota alla dea Cerere, in onore della quale aveva consacrato un tempio.
È un piccolo gioiello fiorito situato a Castagnola, sulle rive del lago di Lugano, in una posizione molto soleggiata e protetta dalle correnti fredde. Grazie al microclima particolare, il parco, progettato negli anni '30 del XX sec. secondo i dettami dello stile Liberty, sorprende con una ricca vegetazione mediterranea (aranci, limoni, palme da dattero, palme del Cile, Cycas, ecc.) che si trova solo in questa zona del Luganese. La Villa, di stile neoclassico, ospita il Museo delle Culture, con la collezione permanente "Serge e Graziella Brignoni" che comprende circa 650 oggetti provenienti da tre continenti: Oceania, Asia, Africa. Dall'Heleneum, proseguendo circa 200 metri in direzione di Gandria, si raggiunge un'oasi di pace a picco sul lago: il Parco degli Olivi.
I monti solitari si chiamano ‘orfani’. In Lombardia ce ne sono almeno due, in Piemonte uno, sul Verbano. Il Montorfano del Verbano sta in fondo al Golfo Borromeo e sembra sbarrare la via per la Val d’Ossola. Bisogna girarci attorno, dalla parte del fiume Toce o da quella del delizioso laghetto di Mergozzo, una delle tante perle delle nostre Prealpi. Il monte ha un’apparenza tozza, una grossa gobba di dura pietra, alta non più di 794 metri, ma nasconde insospettate attrattive: tesori archeologici, i segni tangibili della Prima Guerra Mondiale con la Linea Cadorna, antiche cave di granito bianco con le quali si è costruita la fama degli abitanti di Mergozzo come scalpellini e scultori.
Per motivi di lavoro sono andato recentemente al Castadiva Resort di Blevio sul Lago di Como, a pochi chilometri dal capoluogo, lungo la strada che conduce a Bellagio. Devo essere sincero, della riunione di lavoro mi interessava poco e il tutto si poteva risolvere via skype, ma alcune volte la presenza è interessante per altri motivi. Sono andato per conoscere un sito che trabocca storia da ogni angolo e soprattutto per godermi panorami e atmosfere che solo nella nostra bella Insubria si possono apprezzare. In questo splendido luogo si ergeva infatti la villa di Giuditta Pasta (1797-1865), una delle cantanti liriche più amate d’Europa, per la quale Bellini scrisse la parte da protagonista de La Sonnambula.
Il promontorio dell’Arbostora, completamente circondato dal lago Ceresio in Canton Ticino a pochi chilometri a sud-ovest di Lugano, è un vasto territorio che scende dolcemente verso il lago tra boschi luminosi, grandi pascoli, terrazze ricoperte da vigneti ed ulivi, casolari in pietra e un castello. Fanno da cornice i borghi caratteristici di Morcote, Vico Morcote e Carona, dove le strette vie acciottolate, i portici e le case si susseguono armonicamente nella loro antica e suggestiva bellezza. Il promontorio è dominato dal castello di Morcote che è situato nel cuore di una tenuta privata dedita soprattutto alla coltivazione della vite e alla produzione del vino Merlot. Nella vecchia fattoria oggi ben ristrutturata è situato il ristorante Vicania.
di Paola Montonati* Nella bellissima chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro, sopra la cripta, troneggia l’arca di Sant’Agostino, considerata uno dei capolavori del Trecento pavese. Nel lontano 1357, mons. Bonifacio Bottigella, allora priore capo degli Agostiniani, commissionò a un gruppo di artisti comacini, legati alla scultura gotica internazionale e lombarda di quel periodo, un’opera che fosse in grado di ospitare le spoglie di Sant’Agostino, vescovo di Ippona e dottore della chiesa, arrivate a Pavia verso la fine dell’VIII secolo. Il lavoro fu lungo e laborioso, tanto che venne completato solo poco prima che Bottigella fosse nominato vescovo di Lodi e comprende ben 95 statue e 50 bassorilievi, scolpiti con maestria dai monaci scultori del lago di Como.

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