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Mangiumm Beumm

Mangiumm Beumm (103)

Per chi ama sciare rappresenta un imperdibile appuntamento dopo le “fatiche” di una discesa sulla neve: per tutti gli altri, comunque un compagno stagionale fisso con cui rinfrancarsi dalle temperature rigide e allo stesso tempo, godersi appieno l’atmosfera del periodo invernale. Mi riferisco naturalmente al Bombardino, il cocktail (con un gusto morbido e vellutato e dall’inconfondibile colore “giallo carico”) che ad oggi rappresenta la bevanda più ordinata e consumata nelle baite di montagna e nelle stazioni sciistiche e che ha una storia (sconosciuta ai più) lombarda. Il fantastico elisir nasce infatti (come una bella donna, in un periodo imprecisato) presso una baita di Livigno (una delle località sciistiche più popolari di tutto l’arco alpino) chiamata “il Rifugio del Mottolino”, in provincia di Sondrio. Artefice della bevanda sarebbe stato un membro dello staff della baita (secondo il mito, un giovane genovese preso a lavorare dopo un lungo periodo da ufficiale degli Alpini), il quale cercò di venire incontro alle pressanti richieste di un gruppo di quattro amici,…
“E il prodotto più identitario, la storia della mostarda lunga sei sette secoli è tutta sull’asta del Po ed è arrivata ai giorni nostri, mantenendo una forte tradizione. E’ il prodotto padano per eccellenza. Ma non è scontato altrove. Per questo va promosso adeguatamente con eventi come questo, ogni anno sempre più in crescita e apprezzati dal pubblico”. Lo ha detto l‘assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, presentando l’edizione 2016, la seconda, del Festival della Mostarda (15 e 16 ottobre); con Fava sono intervenuti Barbara Manfredini, assessore alla Città vivibile e alla Rigenerazione urbana del Comune di Cremona, Carla Bertinelli Spotti, Accademia Italiana della Cucina, Graziano Rubes, Federazione Strade Vini e Sapori della Lombardia. Alla presentazione, moderata da Paolo Massobrio, hanno partecipato anche i produttori Enrica Orsini di Leccornie (Pandino, Cr), Enrico Manfredini di Sperlari (Cremona) e Cristina Bovati di Fredo (attiva in Svizzera, con sede in Brianza, a Vedano al…
Chi l’avrebbe mai detto?! Il chisciöl, piatto tipico del tiranese a base di grano saraceno è tornato alla ribalta! Questo “piatto povero”, che da molti anni sembrava essersi eclissato e di cui solo le nonne e alcune brave massaie avevano custodito gelosamente la ricetta, è tornato alla grande in questi ultimi anni grazie alle sagre popolari. Da dove viene e cos’è il chisciöl? Si è sempre detto che la gastronomia valtellinese è povera come sicuramente è povera la gastronomia in tutte le valli alpine poiché le materie prime di base che la compongono sono poche e essenziali. E’ stato solo con l’ingegno dei nostri avi che si è potuto raffinare e creare una varietà di cibi con l’acutezza di chi ha poca cosa. Un vecchio proverbio valtellinese diceva: "u màia ‘stà minèstra u sòlta la finéstra" (o mangia questa minestra o salta la finestra); in parole schiette si ordinava di…
La storia del Dolce Varese, o Amor Polenta come viene chiamato comunemente proprio perché contiene farina di Mais, si perde nella notte dei tempi ed è con ogni probabilità di origine popolare, un dolce della tradizione come si suol dire. E’ quindi difficile risalire con precisione alla sua nascita. Nella sua forma attuale, il tipico tronchetto con le gobbette, è un’ideazione di Pasticceria. E’ un dolce rustico dalla grana compatta, da mangiare in qualunque momento della giornata, ottimo per la colazione o uno spuntino pomeridiano. La vera ricetta dell’odierno dolce Varese ha ovviamente alcuni ingredienti segretissimi ed è stata ideata e depositata dalla famosa dinastia di pasticceri varesini “Zamberletti” e deve la sua fortuna proprio alla suddetta pasticceria. E’ infatti nato, o rinato, alla fine degli anni trenta del secolo scorso quando Antonio Zamberletti, noto come Carlo, da poco rilevata dallo zio la pasticceria di via Como, studiando i dolci…
Nel periodo dell’Epifania, e soltanto per pochissimi giorni, i pasticceri di Varese e dintorni impazziscono per dare vita a una tradizione di cui non si conoscono bene le origini ma che continua a essere mantenuta viva e vegeta: quella dei cammelli di pasta sfoglia. Creare dei dolci, talvolta di dimensioni anche piuttosto ridotte, a forma di cammello non deve essere particolarmente facile ma, nonostante tutto, a nessuno è mai passato per la testa di interrompere la curiosa tradizione… Ma come sono arrivati i cammelli fino a Varese? E soprattutto: perché da Varese non si sono mossi di un centimetro (se non per sconfinare nei comuni limitrofi)? Risposte precise a queste domande non ce ne sono, ma soltanto supposizioni. Probabilmente il dolce ha preso la forma di cammello in onore del mezzo di locomozione dei Re Magi, che il 6 gennaio portano i loro omaggi al neonato Bambin Gesù seguendo la…
Lo Scimudin è una formaggella grassa a pasta cruda tipica della Valtellina. Nato probabilmente come formaggio caprino, seguendo il progressivo abbandono dell'allevamento della capra, è oggi prodotto solo con latte vaccino. E’ il più classico dei formaggi “fatti in casa”, veniva infatti prodotto in piccole quantità per i bisogni famigliari e conservato in cantina o nel grotto. Con il Bitto, la Casera e il Piattone sono i fiori all'occhiello della produzione casearia valtellinese. La crosta è sottile e morbida di colore bianco-grigiastro dovuto allo sviluppo di muffe caratteristiche; la pasta, di colore bianco leggermente tendente al paglierino, è compatta, tenera e con occhiatura sottile e irregolare. È un formaggio a breve maturazione, da un minimo di 2 settimane ad un massimo di 3/4 settimane. Il gusto dolce e cremoso e l'aroma delicato dolce e delicato, fresco e di latte ne fanno un classico formaggio da tavola. Da provare con una…
Il Vin Brulè è una tipica bevanda del periodo tardo autunnale ed invernale, da consumare calda, non bollente, per riscaldarsi dalle gelide temperature della stagione. Si tratta di una bevanda che solitamente troviamo in montagna o durante le fiere e sagre di paese un po’ dovunque nel nord Italia. Quando ci capita di stare a lungo all'aria aperta e alle basse temperature, per rifocillarci e per scaldarci non ci resta che consumare qualcosa che ci ritempri l'animo e il cuore e il vin brulè è quanto di meglio ci sia per sposare necessità e tradizione. Il vin brulè è perfetto da solo o abbinato alle castagne, alle caldarroste ovviamente, da bere in compagnia, magari davanti ad un camino acceso o ad un bel falò in montagna e, perché no, nel periodo natalizio davanti all’albero di Natale. E’ perfetto anche in caso di raffreddore o colpi di freddo. Ecco gli ingredienti…
Arrivano i primi freddi e d’incanto siamo presi da una irrefrenabile voglia di cucina di montagna. Quella sostanziosa, ipercalorica, da apprezzare magari dopo impegnative escursioni tra freddo e neve. Alcuni amici ti leggono nel pensiero e quando ti fanno visita ti portano una di quelle prelibatezze che solo un certo pudore ti evita di comprare. Ingrassano? Sono delle bombe caloriche? Il caso in questione riguarda la celebre “tuorta da nusch engiadinaisa”, appunto una specialità dell’Engadina, ma reperibile senza variazioni o contaminazioni anche in altre valli grigionesi circostanti come la Val Bregaglia fino a Chiavenna. E dolci molto simili li potete tranquillamente trovare in Valtellina. Nelle case contadine della Val Bregaglia in passato e da tempo immemore si usava preparare la “fuatscha grassa”, una torta di fine pasta frolla con tanto burro. Ma tutto finiva lì. Il classico dolce domenicale da consumare in famiglia o da offrire agli ospiti. Nel tempo…
Autunno, cucina di montagna, pietra ollare, sinonimo di Val d’Ossola. La cuchèla, piatto tipico per  eccellenza della Valle Divedro, la valle laterale che da Villadossola conduce al passo del Sempione, è oggetto di continue discussioni, legate agli ingredienti che la compongono. Si dice, infatti, che il piatto inizialmente fosse composto di sole patate cotte nel burro, poi in un secondo tempo, arricchito di pancetta,  salamini e costine di maiale, mentre alcuni  valligiani dicono che fanno parte della ricetta originale anche verdure quali carote e cornetti. Dosi per 4 persone e preparazione: 800gr di patate,  500gr costine,  4 salamini,  200gr pancetta,  200gr burro.  In un tegame di pietra ollare far rosolare il burro, disporre a strati gli ingredienti e salare leggermente. Coprire con un coperchio pesante e lasciare cuocere a fuoco dolce per circa 2 ore e 30 senza rimestare, ma scrollando di tanto in tanto. Portare il tegame al centro della tavola e servirsi   direttamente. Il piatto   ai tempi era cotto coprendo il tegame quasi  …
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