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Il pavese Alessandro Rolla, un virtuoso alla Scala di Milano

Scritto da Paola Montonati

Sono passati 260 anni dalla nascita di Alessandro Rolla, il compositore pavese che per trent’anni fu direttore dell’orchestra della Scala e conobbe, nei salotti più colti della nobiltà milanese, artisti e intellettuali tra i quali Vincenzo Monti e Andrea Appiani.

Nato a Pavia nel 1757, Rolla arrivò a Milano da ragazzo per studiare violino e viola e nel 1772 venne assunto come prima viola nell’Orchestra Ducale di Parma, diventandone in breve primo violino e poi direttore.

Dopo la morte del duca di Parma Ferdinando, tornò a Milano, dove divenne una delle figure più importanti della vita musicale e culturale cittadina.

Nominato primo violino e direttore dell’orchestra della Scala, seppe aumentarne in modo esponenziale il livello contribuendo a trasformare il teatro in una grande istituzione musicale amata e stimata in tutto il mondo.

Dal 1808 al 1835 Rolla ricoprì la cattedra per l’insegnamento di violino e viola al Conservatorio di Milano, dove ebbe l’occasione di conoscere molti giovani artisti desiderosi di apprendere da lui l’arte di suonare il violino.

Come compositore scrisse, oltre a sei balletti per il teatro e numerose sinfonie, una gran quantità di pagine strumentali, concerti per violino, per viola, quartetti, quintetti, trii concertanti, divertimenti, noti per essere caratterizzati da uno stile brillante.

Per la musica da camera, composta sempre per i suoi strumenti prediletti, il violino e la viola, Rolla ha lasciato un vastissimo catalogo, comprendente circa 275 opere pubblicate e oltre trecento per lo più non autografe.

Fra le 576 composizioni dell'indice tematico stilato da Bianchi-Inzaghi, che prendono da loro appunto la denominazione BI, sono presenti composizioni per tutti i generi noti all'epoca, dalla musica vocale sacra per quattro voci e organo alle sinfonie.

Inoltre, alcune composizioni per chitarra sono state rinvenute in un quaderno manoscritto di circa 30 pagine, oggi conservato nella biblioteca del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, con il nome di Alessandro Rolla nel frontespizio.

Della raccolta manoscritta fanno parte 16 duetti per violino e chitarra tra cui tre piccole sonate, quattro duetti per due chitarre, due composizioni per chitarra sola, due arie per canto con accompagnamento di chitarra.

Molto interessanti sono i pezzi per 2 chitarre (nell'ordine: Andante, Valzer, Minuetto e Allegro), che, con una semplice struttura musicale, costituiscono una rarità nell'opera del maestro pavese.

Inoltre Rolla lavorò a Varese su alcuni duetti dedicati a Francesco Bignami, musicista varesino molto apprezzato nell’Insubria a fine Settecento.

Ancora oggi non si può escludere l'esistenza di altre composizioni per violino e viola, date le segnalazioni di opere di Rolla sparse in Europa (ex-Repubblica Democratica Tedesca, Svezia, Francia, UK) e America (Stanford University in California) ma l’attuale e vastissimo catalogo di opere, di cui un gran numero è di notevole qualità, lo pone sicuramente tra i maggiori musicisti dell'Ottocento strumentale italiano, grazie alla cantabilità, espressività, freschezza, tutti tratti caratteristici della sua musica.

Rolla suonò e diresse per tutta la vita ed ebbe anche il merito di aver fatto conoscere, tra i primi in Italia, le musiche del grande Mozart, con la prima esecuzione de Le nozze di Figaro, e del più giovane Beethoven, con brani dalle Creature di Prometeo alla Scala, oltre alla Quarta, Quinta e Sesta Sinfonia in una serie di concerti privati a Milano.

Le cronache dell'epoca esaltarono le grandi qualità virtuosistiche e la bellezza del suono del violino di Rolla, come disse Peter Lichtenthal sull'Allgemeine Musikalische Zeitung del 29 ottobre 1813, “Paganini è per il meccanismo, come lo afferma anche Rolla e altri rinomati uomini, uno dei più grandi suonatori che esistano al mondo. Io dico per il meccanismo giacché per il semplice, il sentimentale e il bello nel suonare vi saranno dovunque molti a lui simili e certamente anche non di rado superiori, come qui il Sig. Rolla”.

Niccolò Paganini aveva tredici anni quando incontrò a Parma Alessandro Rolla, allora Prima Viola della Reale Orchestra, e lo impressionò favorevolmente con un’improvvisazione e l’esecuzione di un pezzo di cui aveva trovato lo spartito su un tavolo del salotto.

“Poco o nulla potrà apprendere di più di una tal arte” disse Rolla al termine dell’esecuzione e, ritenendo di non avere nulla da insegnarli, consigliò di rivolgersi a un altro maestro, Ferdinando Paer, che fu fondamentale per il giovane violinista.

Nella sezione dei Musei Civici dei maestri e allievi della Civica Scuola di Pittura di Pavia si trova il dipinto Niccolò Paganini a lezione di contrappunto da Alessandro Rolla, che sottolinea il rapporto tra i due celebri musicisti illustrando una lezione che non ci fu mai. L’opera è di Antonio Villa (1883-1962), allievo di Kienerk e autore di una serie di allegorie e lavori di argomento sacro realizzate in molti palazzi e chiese di città e provincia.

Anche il figlio di Rolla, Antonio, divenne uno stimato compositore di concerti e musica da camera con violino, al punto che la sua abilità nel suonare il violino fu sottolineata persino dallo stesso Paganini in una serie di lettere indirizzate al suo amico Germi.

Vecchio e carico di onori, Alessandro Rolla morì a Milano nel 1841.

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