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Imbolc: la Festa del Fuoco nel Parco del Ticino

Scritto da Paola Montonati

La festa di Imbolc è un'antica tradizione di origine celtica che è festeggiata il 1 febbraio, per celebrare il risveglio primaverile della Natura, entità molto importante nelle comunità lombarde, dove l'agricoltura scandiva le attività della vita quotidiana.

Infatti la luce, che è nata al Solstizio d’inverno, comincia a manifestarsi all’inizio del mese di febbraio, quando le giornate si allungano poco alla volta e anche se la stagione invernale stringe ancora la sua gelida morsa, si sente che qualcosa sta cambiando.

Questa festa che vedeva protagonista il fuoco, sopravvive con altre forme e nomi, in varie ricorrenze cattoliche e folcloristiche che vengono celebrate in Lombardia tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio.

Per ricordare questa festa sabato 4 marzo si terrà una Camminata notturna e cena celtica nel cuore del parco del Ticino, in compagnia di una guida esperta sulla storia di questo mondo, Cristiano Nericcio, guida naturalistica ed escursionistica.

Dopo aver illuminato con le torce i sentieri del Parco Ticino si arriverà a un falò, dove si potrà bruciare un biglietto dei desideri, mentre durante la cena i bambini e i ragazzi avranno anche la possibilità di scoprire l'uso di alcuni minerali.

Imbolc deriva da Imb-folc, cioè “grande pioggia’ e in molte località dei paesi celtici questa data è chiamata anche “Festa della Pioggia”: ciò può riferirsi ai mutamenti climatici della stagione ma anche all’idea di qualcosa che pulisce dalle impurità invernali.

Imbolc è una delle quattro feste celtiche, dette feste del fuoco, dove il fuoco è considerato sacro per il suo aspetto luminoso, infatti questo è il periodo della luce crescente.

Nell’Europa celtica in questo periodo era venerata Brigit (conosciuta anche come Brighid o Brigantia), dea del triplice fuoco, patrona dei fabbri, dei poeti e dei guaritori, il cui nome deriva dalla radice “breo” (fuoco) dove il fuoco della fucina si univa a quello dell’ispirazione artistica e dell’energia guaritrice.

La tradizione popolare della festa di Imbolc è interessante e particolare perchè si rintraccia anche in quella del mandala; nel cristianesimo è diventata la Candelora. Brigit nell'iconografia è spesso raffigurata come un serpente che emerge dalla terra risvegliandosi dal letargo invernale, proprio come nel Groundhog Day giorno della Marmotta (o del riccio), molto sentito in USA e Canada.

Brigit, figlia del Grande Dio Dagda e controparte celtica di Athena-Minerva, per i Celti era conservatrice della tradizione, dato che la poesia era un’arte sacra che trascendeva la semplice composizione di versi e diventava magia, rito, personificazione della memoria ancestrale delle popolazioni.

Sotto l’egida della Dea c'erano anche i misteri druidici della guarigione. Vicino alle sorgenti di Brigit, che si trovano ovunque nelle Isole Britanniche, vengono appesi ai rami degli alberi strisce di stoffa o nastri a indicare le malattie da cui i contadini vogliono essere guariti.

Sacri a Brigit erano la ruota del filatoio, il centro ruotante del cosmo, la coppa, il grembo della Dea da cui tutte le cose nascono, e lo specchio, strumento di divinazione.

Nel folklore scozzese e irlandese i riti di Brigit celebrati a Imbolc sono numerosi.

Ad esempio, nelle Isole Ebridi le donne dei villaggi si radunano insieme in qualche casa e fabbricano un’immagine dell’antica Dea, la vestono di bianco e pongono un cristallo nella posizione del cuore, mentre in Irlanda si preparano con giunchi e rametti le croci di Brigit, a quattro bracci uguali racchiusi in un cerchio, il sole, poi nello stesso giorno vengono bruciate le croci preparate l’anno prima e conservate fino ad allora.

L’idea di una purificazione rituale in questo periodo è rimasta nel folklore europeo, infatti le decorazioni vegetali natalizie vengono messe da parte e bruciate alla Candelora per evitare che i folletti che vi si sono nascosti infestino le case.

La pianta sacra di Imbolc è il bucaneve, primo fiore dell’anno a sbocciare, il cui colore bianco ricorda allo stesso tempo la purezza della Giovane Dea e il latte che nutre gli agnelli.

Alle 18.45 è previsto il ritrovo presso il Centro Parco ex Dogana Austroungarica a Tornavento di Lonate Pozzolo alle 19 ci sarà l’inizio della camminata con la visita guidata.

Per le 20.30 ci sarà il ritorno al Centro Parco, con le cena celtica presso il ristoro ex Dogana, con antipasto a base di crostone di pane e ceci al rosmarino, salsiccia all’aceto, pancetta alle erbe, pepe e miele, salame di cinghiale, zuppa pavese, arrosto di suino insalata di cavoli e mele, torta casereccia con vino rosso, infuso di erbe e un assaggio di idromele e sidro. Il tutto nel segno dell'antica tradizione celtica.

L’iniziativa è adatta anche per i bambini (a partire dai 7/8 anni) e vedrà un contributo di 28,00 € cad. (15,00 € per bambini fino ai 10 anni).

L’iscrizione è obbligatoria presso il Centro Parco ex Dogana Austroungarica, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando al numero 0331/1818245.



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