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Tanta Insubria e tanta Lombardia nei Luoghi del Cuore Fai 2016

Scritto da Paola Montonati

Nei giorni scorsi sono stati resi noti i risultati dell'ottavo censimento nazionale “I Luoghi del Cuore”, ideato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Un’occasione, che ogni anno permette a tutti i cittadini, di segnalare i piccoli e grandi tesori che vorrebbero salvare e valorizzare.

La raccolta dei dati si è svolta dal 17 maggio al 30 novembre dello scorso anno, hanno votato oltre un milione e mezzo di persone (1.573.032 per l’esattezza). 6003 i comuni coinvolti, oltre 33.624 sono stati i luoghi oggetto di segnalazione da parte di singoli cittadini o dei 319 comitati spontanei.

Nel 2017 il FAI interverrà sui luoghi vincitori e sui selezionati al Bando per l’assegnazione di contributi. Tanti e i più disparati i luoghi dell'Insubria e lombardi in generale che sono stati segnalati e hanno così trovato o ritrovato visibilità. Magari sarà anche l'occasione per andare a visitarli nella prossima giornata del FAI, in programma il 25-26 Marzo; un evento giunto ormai alla sua venticinquesima edizione.

Il primo posto se l'è aggiudicato il castello di Sammezzano, nella frazione di Leccio di Reggello, a una quarantina di chilometri da Firenze. Un luogo di cui nemmeno il FAI, sapeva dell’esistenza, ma che ha raccolto la cifra record di 50.141 voti. La sua storia risale all'epoca etrusca, nei secoli poi ha avuto diverse trasformazioni. E' appartenuta a famiglie molto importanti: come gli Altoviti e i Medici, per arrivare a Sebastiano Ximenes. A metà dell’800 venne completamente rivisitato dal marchese Federico Panciatichi Ximenes, che creò una serie di ambienti che rappresentano un viaggio nell’arte orientale, tra stucchi, piastrelle variopinte e motivi geometrici, che hanno creato una dimora veramente particolare e unica, usata come ambientazione del film Il racconto dei racconti–Tale of Tales, di Matteo Garrone. Ha un parco di 65 ettari, ricco di piante rare ed esotiche, tra cui le sequoie giganti che raggiungono i 50 metri con l’esemplare Sequoia Gemella, uno dei 150 Alberi di Eccezionale Valore Ambientale e Monumentale del patrimonio forestale italiano. Da anni versa in condizioni pessime, da quando la proprietà è fallita, insieme al tentativo di trasformarlo in albergo di lusso con le sue 140 stanze.

Al secondo posto in classifica, con 47.319 segnalazioni, troviamo il primo luogo insubre. Si tratta del complesso monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo, nei pressi di Alessandria, sorto nel 1566 per volontà di Papa Pio V, che ne decise la costruzione nell’anno stesso della sua elezione a pontefice. Pio V al secolo Michele Ghislieri, era nato proprio a Bosco Marengo nel 1504, papa fino al 1572, unico pontefice piemontese, combatté l’eresia e la corruzione e mobilitò l’intera Europa contro l’espansionismo turco che fermò nel 1571 nella battaglia navale di Lepanto. Il complesso di Santa Croce e Ognissanti, nelle intenzioni di Pio V, avrebbe dovuto costituire il centro di una città di nuova fondazione, nonché suo luogo di sepoltura. Attualmente è di proprietà del Comune e i votanti hanno segnalato che il complesso necessita di lavori di recupero, ma anche di un vero e proprio piano di valorizzazione complessivo che renda più noto questo capolavoro, praticamente sconosciuto fuori dalla zona dell'alessandrino.

Quinta posizione per il primo luogo lombardo ed esattamente milanese. Non si tratta di un castello, di una villa o di un giardino. E' lo storico negozio Guenzati, in via dei Mercanti, il più antico di Milano specializzato in accessori per abbigliamento e tessuti anglosassoni, è stata tra le prime imprese sul territorio nazionale a essere insignita del titolo di "bottega storica".

Fondato nel 1768, è ormai a un passo dai due secoli e mezzo di storia, le cui radici risalgono al Ducato di Milano, quando Giuseppe Guenzati fonda col proprio nome l’azienda di famiglia specializzata in tessuti nell'antica Contrada delle Galline, in Via dei Fustagnari 1. La ditta s’insedia inizialmente nel seicentesco Palazzo Guenzati, demolito e ricostruito a inizio anni Sessanta, con il nome di Palazzo Beltrami. La società poi passa di mano, ma mantenendo la stessa struttura. A pochi mesi dal suo 250° compleanno, la Ditta Guenzati è stata sfrattata, insieme a tutti gli altri negozi locatari dei due immobili. Generali Real Estate ha infatti deciso di ristrutturarli, cambiandone l’assetto interno, anche se verrà mantenuto un uso commerciale. Da qui è nata l’attivazione al censimento, che ha reso la Ditta oggetto di una mobilitazione sorprendente, arrivando a 31069 voti, inaspettata dagli stessi proprietari, che hanno ricevuto il sostegno di clienti e fornitori, incluso il presidente della Scottish Tartans Authority.

Sesta piazza per il Convento monastico agostiniano di San Nicola-Santa Maria della Consolazione ad Almenno San Salvatore in provincia di Bergamo. Un luogo sacro circondato dai vitigni della collina di Umbriana, creato a partire dalla fine del '400 a seguito di una pestilenza. La chiesa, in forme gotiche contiene numerosi capolavori pittorici a fresco e a olio. Da segnalare anche il quattrocentesco organo Antegnati, il più antico della bergamasca. Sul finire dell’Ottocento il complesso cadde in declino e solo in tempi recenti, sta tornando a essere un fulcro della vita socio-culturale di Almenno.

Con 7.737 voti e in 41esima posizione, la Chiesa di San Pietro a Trobaso, sulla collina di Verbania. Di origine seicentesca, è stata costruita su una preesistente chiesa romanica e probabilmente su un edificio di culto ancora più vecchio. Per secoli è stato un punto di riferimento per tutta la Valle Intrasca e la Val Grande. Una chiesa con un'unica navata, con numerosi affreschi, arredi e stucchi realizzati tra il Cinque e Seicento, ma anche decorazioni scultoree d’inizio Novecento. Elemento che la caratterizza è il seicentesco altare ligneo, alto otto metri, interamente intagliato e scolpito a mano che evidenzia tutto lo stile Barocco nel quale è stato realizzato. Sono presenti anche due meridiane verticali.

42esimo posto e 7672 voti, per il Naviglio della Martesana, conosciuto inizialmente come Naviglio Piccolo, collega attraverso i suoi 38 km Milano (Cassina de Poom, in via Melchiorre Gioia) con il corso del fiume Adda, a partire da Trezzo, attraverso i comuni della Martesana. Voluto nel '400 da Francesco Sforza, veniva utilizzato per l’irrigazione delle campagne ma rappresentava anche l’ambizioso progetto di congiungere Milano con il Lago di Como e quindi con le Alpi e il Ticino. Lungo il Naviglio corre una pista ciclabile piuttosto frequentata, che permette di ammirare le bellezze paesaggistiche e culturali, come le numerose ville storiche, tra cui la rinascimentale Villa Melzi d’Eril a Vaprio d’Adda.

6.513 voti e 49esima piazza per Palazzo Malacrida, situato nel centro storico di Morbegno in provincia di Sondrio, all'imbocco della Valtellina. Venne edificato dall’omonima famiglia per opera dell’architetto Pietro Solari, in stile rococò con un ampio giardino in stile a più livelli. Realizzato tra il 1758 e il 1762, si trova in una posizione strategica, in quanto alle spalle dell'edificio sale l’antica via Priula, che in passato conduceva al Passo San Marco, punto nevralgico per gli scambi commerciali in tutto il Settecento.

5620 segnalazioni per Sciesopoli a Selvino (Bg), uno dei luoghi della Shoah. Nata come colonia montana del comune di Milano in epoca fascista, nel 1932 venne commissionata all’architetto razionalista milanese Paolo Vietti Violi, autore di molte strutture sportive, tra cui l’Ippodromo di San Siro. Venne inaugurata l'anno dopo in pompa magna, per un complesso che si articola in un edificio di 8mila mq, circondato da un parco di 17mila. Dal settembre 1945 e negli anni a venire, Sciesopoli ospitò, a scaglioni, 800 bambini ebrei da 0 a 19 anni.

54esima posizione per il Castello Mirabello di Pavia. Si tratta di un palazzo di caccia fortificato protetto da un muro e da un fossato, risalente al XV secolo. Probabilmente era cintato da una cerchia muraria di cui sopravvivono solo due testate. Poteva contare inoltre su tre ponti levatoi. Ristrutturato, ampliato e ulteriormente abbellito all'interno e all'esterno nel tardo 500', versa attualmente in uno stato di degrado.

68esimo posto con 4934 segnalazioni, il castello di Branduzzo altro edificio storico della provincia di Pavia. Di età medievale, con il suo territorio fa parte dell’Unione dei Comuni della Terra dei Gelsi dell’Oltrepò Pavese, un’area rinomata per la coltivazione del gelso e per l’allevamento dei bachi da seta. Attualmente la proprietà è dei conti Parrocchetti Piantanida, ma del castello è rimasta solo un’ombra dell’antica grandezza. Fino alla prima metà del Novecento la proprietà era abitata e i contadini lavoravano ancora nell’azienda agricola. Con la crescente urbanizzazione di metà secolo Branduzzo andò spopolandosi e oggi è deserto e abbandonato al degrado.

Al 69esimo posto troviamo l'archivio storico dell’Ospedale Maggiore di Milano, una delle istituzioni civiche più antiche di Milano, voluto nel 1456 come "Spedale dei Poveri" dal duca Francesco Sforza e dalla moglie Bianca Maria Visconti in segno di gratitudine a Dio per la conquista del ducato. Due posizioni sotto Città Studi, le sedi della Statale di Milano, costruita tra il 1915 e il 1927 per ospitare le sedi del Politecnico e delle facoltà scientifiche dell’Università Statale.

4166 voti per l’oratorio della Beata Vergine Addolorata a Crevoladossola. Edificato nel 1820, si trova in località Fabbrica. Decorato da affreschi e da un altare in marmo riccamente impreziosito da una cornice dorata nella quale è inserita l’immagine della Vergine, opera del pittore ossolano Lorenzo Peretti. L’oratorio custodisce anche un prezioso organo a canne del 1838, realizzato da Giovanni Franzetti da Intra. Durante la Seconda Guerra mondiale l’organo fu vandalizzato da soldati americani che avevano trovato rifugio nell’oratorio. 594 delle 640 canne metalliche dell’organo risultano schiacciate e piegate e andrebbero rimesse in forma e parzialmente ricostruite.

All’81esimo posto con 3923 voti, troviamo il primo luogo della provincia di Varese. Le fattorie Visconti di Somma Lombardo, situate vicino al castello Visconti di San Vito. Già esistenti nel '600, oggi sono separate da una strada, mentre una volta erano direttamente collegate al castello. Qui l’attività agricola durò fino agli anni ’20 del secolo scorso, quando parte del complesso era stato adibito a unità abitative. Accanto alle normali attività di coltivazione erano portate avanti anche la vendita del latte e l’allevamento dei bachi da seta. Terminata l’attività agricola, le fattorie

vennero usate complesso abitativo fino al 1988, quando il Comune le acquisì e decise di demolirle, ma la scelta fu bloccata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici che, grazie al WWF, FAI e Italia Nostra, pose il vincolo di bene culturale. Da allora però il complesso è in degrado.

In 94esima posizione la chiesa vecchia di Sovico, in provincia di Monza e Brianza. Esistente già nel XII° secolo, è tornata all’attenzione delle cronache negli anni ’70, quando alcuni scavi archeologici hanno riportato alla luce i resti delle fondamenta medievali sotto il pavimento e probabilmente anche altro di ancora più datato. Nonostante i restauri che nel 2010 hanno interessato l’esterno e il campanile, la chiesa necessita di vedere restaurati gli affreschi, gli arredi e le murature.

95esimo posto generale e secondo classificato per la provincia di Varese è Villa Gonzaga di Olgiate Olona con 3298 voti. Una dimora situata in un luogo di campagna ai tempi, ricco di vegetazione, frutta, uva e cacciagione, ma anche in una posizione dominante e di controllo su tutto il medio Olona e sui territori verso il comasco. Una storia stratificata e particolare, che inizia nel 600', durante il corso dei secoli ha visto la sua destinazione cambiare spesso, anche radicalmente. Nel tardo 800' divenne collegio femminile. Nel 1918 sede del Comitato dell'Opera di Prevenzione Antitubercolare Infantile (O.P.A.I.) con annessa scuola di agraria. Alcune sale della villa sono decorate da dipinti a tempera, realizzati nel 1936 dal disegnatore sanremese Antonio Rubino, che lavorò per Il Corriere dei Piccoli. Nei primi cento posti anche la particolare Via Crucis di Bannio Anzino, piccolo borgo sulla strada che porta a Macugnaga, in Valle Anzasca. Il complesso è costituito da una serie di cappelle edificate nel 700' e affrescate probabilmente dal noto pittore Valsesiano Lorenzo Peracino. Si snodano lungo un percorso ad anello, che parte e ritorna al Santuario di Sant'Antonio, attraverso la montagna concedendo una visuale paesaggistica di effetto.

Ha ottenuto 3024 voti la Chiesetta del Pilastrello di Vimodrone, edificio costruito dal piccolo nucleo di abitanti che nel '500 formava l'abitato, ospita al suo interno preziosi affreschi della scuola di Bernardino Luini. Migliaia di voti anche per la Piazza d'armi di Baggio. Stesso risultato per l'oratorio San Luigi di Craveggia in Val Vigezzo con 2.860 segnalazioni, da anni chiuso e in stato di semiabbandono. Poche meno sono arrivate per la chiesa di Madonna di Campagna a Verbania, già monumento nazionale. Il nucleo primitivo è anteriore al 1200, mentre l'edificazione attuale risale al 1500. Presenta il così detto “Miracolo del sole”; ogni anno da secoli, il 25 marzo e il 15 agosto alle ore 17, attraverso il rosone della facciata, un raggio di sole illumina un dipinto dell’Immacolata.

116esima posizione con 2843 voti e terzo posto in provincia di Varese, troviamo un edificio simbolo della Valle Olona, il Lazzaretto di San Rocco a Marnate, realizzato tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700. Luogo sacro dedicato a San Rocco, protettore degli appestati, al suo interno si trova un'opera attribuibile al ”Legnanino”, raffigurante la Beata Vergine Maria. Necessità di una messa in sicurezza, e di un intervento di restauro.

Oltre 2700 segnalazioni anche per Il Dosso Toricla di Mola, sopra Edolo, Alta Val Camonica, in provincia di Brescia. Località alpina a oltre 1800 metri di altezza, che tra le sue baite, i suoi alpeggi, i boschi di larici e rododendri, conserva manufatti militari, e centinaia di metri di fossati e resti delle trincee costruite dall'esercito italiano negli anni antecedenti alla Grande Guerra, costituendo una linea di difesa. Uno straordinario punto panoramico dal quale si spazia dal gruppo del Baitone, allele Orobie, le alture del Mortirolo e dell’Alta Val Camonica,

Sfiorano le 2500 segnalazioni la Chiesa di San Luigi a Novara, in via Mossotti. Risalente al 1300 è transennata dal 2012, da tempo vive in un limbo burocratico e in stato di abbandono. Stessi voti per il seicentesco oratorio di S. Giovanni Battista a Buguggiate, situato nel centro storico del paese, praticamente a picco sul lago di Varese.

Oltre 2000 voti per la chiesetta di San Nicola Padregnano, in quel di Robecchetto con Induno. Risalente al 1100, attesta il rapporto con Fruttuaria l’ordine religioso, ispirato da Cluny, anche se, probabilmente, la chiesa è di origine longobarda, costruita su una precedente opera paleocristiana. Sopra quota 2000 anche Palazzo Crivelli di Limbiate, meglio noto come Villa Pusterla-Crivelli, una delle maggiori testimonianze dell'architettura lombarda del Settecento. Struttura realizzata nel 1754 dall'architetto Francesco Croce su incarico del conte Stefano Crivelli. In realtà, le origini dell'edificio sono molto più antiche e giungono all'alto medioevo. Migliaia di voti anche per il vicino oratorio di San Francesco, un tempo direttamente annesso alla stessa prestigiosa villa. Opera di Francesco Croce, architetto della guglia maggiore del Duomo di Milano. La chiesetta è significativa anche dal punto di vista storico, perché qui il 14 giugno 1797 alle 3 del mattino, si sono sposate le due sorelle di Napoleone, Paolina con il generale Leclerc ed Elisa con Baciocchi. Villa Pusterla Crivelli ha inoltre ospitato il quartier generale di Napoleone dal 6 maggio al 17 novembre 1797.

Stesso risultato per la chiesa medievale di San Pietro a Barni in provincia di Como. Costruita per volere dei monaci benedettini di Civate, è una delle più antiche chiese della valle. L'abside e il campanile sono certamente databili al X secolo.

Al 144esimo posto con 2061 voti la Casa-Museo Pogliaghi, in cima al Sacro Monte di Varese. Pogliaghi è stato uno scultore e collezionista milanese vissuto fra Ottocento e Novecento. La casa negli anni è diventata una raccolta di oggetti d’arte dal raffinato gusto eclettico, cui si aggiunge un estroso giardino, ricco di antichità e oggetti curiosi. La collezione di opere d’arte spazia dalle antichità archeologiche, ai sarcofagi egizi, dall'arte classica all’arte buddista, dai pregiati tessuti orientali, alla ceramica cinese. A questi si mescolano quadri e sculture di epoca rinascimentale e barocca. La Casa Museo Pogliaghi, oltre ad essere inserita in un sito protetto dall'UNESCO, è un bene culturale di proprietà della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, dopo una chiusura ventennale, nel gennaio del 2014, un finanziamento della Regione Lombardia, ha consentito l’avvio dei lavori di restauro conservativo che hanno portato alla riapertura della casa e delle collezioni al pubblico.

Appena sotto le 2000 segnalazioni per la Pieve di Santa Maria Nascente, detta della Formigola, in aperta campagna a circa un chilometro dall'abitato di Corticelle, frazione di Dello (Bs). L'edificio in stile romanico in tre navate s'innalza in un'area coltivata, caratterizzata da una notevole presenza in superficie di manufatti di epoca romana, verosimilmente pertinenti a un’estesa villa rustica. Un’area ricca di altre presenze storiche, sembra essere stata al centro anche dei terramare, antichi villaggi dell'età del bronzo e alla cultura di Polada.

1704 segnalazioni per il complesso della cinquecentesca chiesa dei SS. Nazaro e Celso a Lanzo d'Intelvi (Co), situato in aderenza al cimitero locale. Composto da una chiesa a navata unica con presbiterio quadrangolare, torre campanaria e porticato, conserva affreschi di Daniele Crespi.

A Bussero, nel comprensorio della Martesana milanese, è stata segnalata la Cascina Gogna risalente al XVII secolo. Ha ricevuto 1570 voti, con i quali si è attestata al 10° posto nella provincia di Milano, 31° in Lombardia e 189°a livello nazionale. Una cascina storica, attualmente in preda del degrado che fa a pugni con un passato fatto dello splendore di una residenza signorile del 600, poi diventata agricola, collegata al paese solamente da un sentiero campestre che conduce all’alzaia del Naviglio.

A Milano nei primi 200 posti segnalati troviamo anche il mercato coperto di via Crespi e la centrale Piazza Mentana. Un tempo ospitava un frequentato mercatino dell'antiquariato. Del fascino degli anni passati oggi conservano solo il monumento ai caduti nella battaglia di Mentana.

In territorio varesino, con 1520 segnalazioni, l'ex copertificio Sonnino a Besozzo, che rientra nei siti di archeologia industriale. Costruita sul fiume Bardello, dove dal 500 esistevano mulini e poi folle per la carta, diventarono poi torciture per la lana a fine 700. Voti anche per la chiesa di San Martino a Brusimpiano, per il Grand Hotel Campo dei fiori e per la funicolare del Sacro Monte.

Nel comasco l'Abbazia benedettina di San Giovanni a Vertemate con Minoprio, fondata attorno all'anno Mille.

Da segnalare che il territorio del Verbano-Cusio-Ossola oltre ai luoghi già citati, fa incetta di voti con ulteriori e svariati siti. Tra cui la seicentesca Chiesa di Santa Marta a Intra, nella parte sopraelevata del centro storico non lontano dalla basilica di S. Vittore.

Il parco naturale di Devero, le isole del Lago Maggiore, Orta San Giulio, Parco e Villa Cavallini a Lesa, i Castelli di Cannero, la chiesa di San Gaudenzio a Baceno, la chiesa romanica di San Giovanni a Mergozzo, quella di San Maurizio a Gravellona, il borgo di Cravegna, la strada segreta ad Arona.

Diverse le segnalazioni per Premeno, con la splendida Villa Bernocchi del '900 con ampio parco annesso, nelle vicinanze di una posizione panoramica mozzafiato, stessa cosa per la chiesa nella frazione di Esio. Segnalazioni per il belvedere di Pollino e quello di San Salvatore con la relativa chiesa sempre a Premeno, che rientrano nella conservazioni delle aree naturali.

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