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BAFF 2017, il Busto Arsizio Film Festival tra Verdone e Totò

Scritto da Paola Montonati

Carlo Verdone inaugurerà ufficialmente la quindicesima edizione del Busto Arsizio Film Festival, ideato dall’associazione B.A. Film Factory e dal Comune di Busto Arsizio, con l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, con la quarta direzione di Steve Della Casa e con la collaborazione di Paola Poli, che si terrà dal 18 al 25 marzo.

L’artista romano riceverà il Premio Platinum Dino Ceccuzzi all’eccellenza cinematografica e coglierà l’occasione per raccontarsi. Un premio che negli ultimi anni è andato a Ferzan Ozpetek, Sergio Castellitto e Laura Morante.

Per l’edizione 2017 il Baff ricorderà anche Totò a cinquant’anni dalla scomparsa, con la proiezione di Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini. Film del 1966, ultimo dell'attore girato come protagonista che ebbe menzione speciale al Festival di Cannes e gli portò anche il suo secondo nastro d’argento.

Madrina della manifestazione sarà l’attrice romena, Marlon Catrinel, dalla personalità eclettica, fotografa e gallerista d'arte. Lanciata da Chiambretti, scelta come attrice per diverse opere, attualmente nel cast della serie tv “La porta rossa” in onda su Rai Uno.

Sarà sul palco del Teatro Sociale di Busto Arsizio, al fianco del direttore artistico Steve Della Casa, per introdurre gli ospiti e salutare il pubblico in occasione delle serate di apertura e chiusura del festival.

Un Festival cinematografico che ogni anno si amplia sempre di più e raggiunge nuove mete. Per questa edizione, oltre alle quattro sale cinematografiche a Busto Arsizio, Fratello Sole (via D'Azeglio), Manzoni (via Calatafimi), Lux (Piazza San Donato) e San Giovanni Bosco (via Bergamo), e al teatro Sociale-Delia Cajelli, alla sala Ratti di Legnano, il Baff 2017 arriverà con alcune serate anche a Milano, al cineteatro San Carlo MiMat e al cinema Mexico, entrambi in via Savona.

Cuore del festival, come sempre, sarà la rassegna "Made in Italy", con anteprime cinematografiche e un’attenzione particolare alle nuove produzioni, che comprenderanno anche documentari, tra film d’autore e varianti pop.

Un esempio è l’anteprima di "Slam" di Andrea Molaioli, ma ci saranno anche le proiezioni di "Nessuno ci può giudicare" di Steve Della Casa e Chiara Ronchini, "Orecchie" di Alessandro Aronadio, "La felicità umana" di Maurizio Zaccaro, "Strane Straniere" di Elisa Amoruso, con la regista presente, "Il tempo resterà" di Giorgio Verdelli e "I mille volti di Lucio Dalla" di Mario Sesti.

Promette di essere molto interessante quest’anno la sezione "Effetto cinema", che raccoglie prevalentemente documentari sul cinema italiano. Omaggio al grande regista Dino Risi, emblema della commedia all'italiana, nato a Milano 100 anni fa (23 dicembre 1916), e che proprio nel capoluogo lombardo ha iniziato a girare i suoi film e molti li ha ambianti, oltre ad avere come sfondo i laghi.

Spazio quindi al documentario "Dino Risi forever" di Fabrizio Corallo, che verrà accompagnato dalla monografia redatta da Steve Della Casa, dedicata al grande regista, "Dino Risi: pensieri, parole, immagini", con la presentazione di Mauro Gervasini.

Steve Della Casa che nei giorni scorsi è stato insignito di un premio Nastro d’Argento speciale, assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, "per la qualità e l’originalità di due documentari dedicati al cinema, un riconoscimento che sottolinea il valore storico e di recupero di memorie spesso perdute."

Sempre nella sezione "Made in Italy", verrà proiettato "Così mangiavano" documentario prodotto da Rai Movie per la regia di Giancarlo Rolandi. Spezzoni di film famosi, immagini di repertorio, citazioni del cinema italiano del passato, libri e immagini compongono un viaggio nel gusto del cinema italiano per raccontare il passaggio dalla fame alla sovrabbondanza dei tempi attuali.

Toccherà poi a "Alfredo Bini, l’ospite inatteso" di Simone Isola, "L’arma più forte-L’uomo che inventò Cinecittà" di Vanni Gandolfo, "Marcello Mastroianni" di Mimma Nocelli, oltre a "Wallah, je te jure" di Marcello Merletto, sul problema della migrazione.

L’Italia anni Cinquanta e Sessanta, quella del boom economico, verrà ricordata anche con la mostra fotografica "Gli anni della dolce vita", che vedrà una serie di scatti dei protagonisti del cinema di allora, da Mastroianni a Sofia Loren, di grandi fotografi come Mario Giacomelli, Mario De Biasi, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin ed Elio Ciol.

La sezione Made in Italy – Scuole per i più giovani, vedrà proiezioni mattutine riservate agli studenti, spettatori e giurati, pronti a confrontarsi, dopo i film, con autori, attori, sceneggiatori, direttori della fotografia, montatori e altri professionisti del mondo del cinema, con pellicole come Come diventare grandi nonostante i genitori di Luca Lucini, Un bacio di Ivan Cotroneo, Indivisibili di Edoardo De Angelis, Questi giorni di Giuseppe Piccioni e Piuma di Roan Johnson.

Una novità di questa edizione sarà il concorso “Baff Short Cuts” sui cortometraggi, ideato in collaborazione con Rai Cinema Channel e con Veronica Pivetti presidentessa di giuria.

Ma il Baff non è solo cinema, è una settimana di cultura ad ampio respiro. Avranno spazio due attrici in veste di scrittrici, dando così l’occasione di conoscerle anche sotto un'altra veste, più intima. Inizierà Eleonora Giorgi, sabato 18 marzo alle ore 18.00 con la sua autobiografia intitolata “Nei panni di un’altra”, dove racconta il suo complicato rapporto con la celebrità, quello con l’ex marito Angelo Rizzoli, l’esperienza di droga, i lutti che l'hanno colpita, e i suoi grandi amori. La stessa Veronica Pivetti. Domenica 19 marzo a mezzogiorno, con la sua autobiografia “Mai all’altezza. Come sentirsi sempre inadeguata e felice”.

Sempre Domenica alle ore 11 allo Spazio Festival di Piazza San Giovanni, incontro con il giornalista di La7, Guy Chiappaventi, il quale presenterà il suo lavoro “Aveva un volto bianco e tirato” sulla tragica morte di Luciano Re Cecconi, avvenuta esattamente 40 anni fa, il 18 gennaio 1977. L’opera ricostruisce attraverso documenti e testimonianze, quello che avvenne quella sera nella gioielleria romana. Un doveroso tributo alla parabola del grande centrocampista di Nerviano entrata nell’immaginario collettivo soprattutto in virtù del suo drammatico epilogo e dei luoghi comune di troppo che l'hanno accompagnata. Un omaggio non a caso, considerato che la carriera di Re Cecconi iniziò proprio da Busto Arsizio nelle fila della Pro Patria.

Tre premi verranno assegnati, il premio Lello Bersani, in collaborazione con il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, il premio Eroi della carta stampata, che rende omaggio a una grande figura della critica cinematografica italiana, e il premio Stracult, curato da Marco Giusti, oltre ai riconoscimenti che saranno assegnati nel corso della serata finale.

Questa edizione del BAFF vedrà anche due importanti convegni, ed entrambi hanno come punto di partenza un saggio, il primo sarà Dalla nuova legge del cinema alle modalità più innovative di fruizione e visione, che vedrà anche la presentazione di “Nuovo cinema web” di Ester Corvi, sulle nuove frontiere dell’audiovisivo e sulla nuova legge cinema, presenti l’autrice, Nicola Borrelli, Minnie Ferrara e il critico Paolo Mereghetti come moderatore, mentre il secondo è su “Estetica della giustizia penale. Prassi, media, fiction” di Ennio Amodio, dove si discuterà della spettacolarizzazione della giustizia con Gianluigi Nuzzi, Carmelo Leotta e Gianni Canova.

Al Baff 2017 sarà anche presentata l’edizione zero del MIBArt Multimedia Festival, organizzato dall’associazione Castello 13 e da BA Film Factory, un progetto dedicato all’Arte Multimediale, alla Videoarte, all’Arte Digitale e al Videomapping.

Ci sarà uno spazio anche per i bambini, con la Carta bianca a… Elisabetta Sgarbi, l’approfondimento dedicato all’animazione, i laboratori per i più piccoli.

La rassegna cinematografica, viene affiancata anche dalla sezione BAFF Off, per il dopo proiezioni, organizzata dall’associazione Wishlist e coinvolge due locali cittadini: Millenote Club e Gagarin.

Con incontri musicali sono curati da Maurizio Principato, consulente culturale, autore e speaker radiofonico, giornalista specializzato in musica e insegnante.

Anche la musica accompagnerà il BAFF, con il concerto del Coro e orchestra “Canto Sospeso” diretto da Martinho Lutero, che verrà preceduto da una conferenza stampa del Maestro, oltre alla proiezione di un documentario sull’attività del Coro in Sudamerica.

Alcuni appuntamenti verranno dedicati alle eccellenze bustocche, come la presentazione di un documentario sulla nascita delle tv commercial via etere che cominciarono con la mitica Telealtomilanese a Busto Arsizio nel 1975, voluta da Peppino Mancini e Renzo Villa.

Progenitrice dell'attuale tv, in un'epoca in cui i canali televisivi erano solo due, quelli della Rai e i più fortunati nelle zone di confine riuscivano a vedere la televisione della Svizzera italiana. Quella di Telealtomilanese fu veramente una storia eroica, che ispirò tanti, uno su tutti Silvio Berlusconi. Dal capannone di via Caprera, dove c’erano gli studi, passarono Enzo Tortora, il bustocco Lucio Flauto con il suo Pomofiore, giornalisti come Giorgio Bocca, grandi della tv e del cinema come Cino Tortorella, Catherine Spaak e Walter Chiari. Fu anche una vera e propria fucina di talenti da Beppe Recchia a Ettore Andenna, Fiorella Pierobon per arrivare a Diego Abatantuono.

L'esposizione straordinaria del "Codice di Busto" risalente al IX secolo, il più antico documento completo sulla liturgia ambrosiana, depositato presso la Biblioteca Capitolare della basilica di San Giovanni. Una tra le più antiche biblioteche dell'area insubre e una delle più antiche istituzioni culturali della Lombardia.

In poco tempo il festival del cinema bustocco è diventato una realtà importante nel panorama nazionale, proponendo un fitto calendario di appuntamenti, momenti di divertimento, oltre ad un’ampia scelta di eventi collaterali.

Grazie a questo evento dedicato al cinema, a Busto Arsizio in questi anni sono arrivati personaggi internazionali che hanno fatto e scritto la storia della settima arte. Maestri assoluti come Michelangelo Antonioni, Carlo Rambaldi, Francis Ford Coppola e Peter Fonda. Per passare a Roy Scheider, Faye Dunaway, F. Murray Abraham, Danny Glover, John Savage e Michael Madsen, l'attore feticcio di Quentin Tarantino.

I grandi maestri del cinema italiano come Mario Monicelli, Gillo Pontecorvo, Vittorio Storaro, i fratelli Taviani. Interpreti noti al grande pubblico: su tutti la bustocca Anita Caprioli, quindi Ornella Muti, Laura Morante, Claudia Cardinale, Silvio Muccino, Sergio Castellitto, Sabrina Impacciatore, Claudia Gerini, Alessio Boni, Adriano Giannini, Vittoria Puccini, Marco Giusti, Francesco De Gregori, Francesco Pannofino e la luinese Eliana Miglio.

L'esperienza del festival del cinema bustocco, non è stata però fine a se stessa, negli anni infatti è nata una rete di enti che costituiscono un sistema cinematografico completo, costituito proprio dall'Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, unica scuola di cinema nazionale dedicata al Maestro dell'Incomunicabilità, la Film Commission della provincia di Varese e dell'Alto Milanese e il circuito "Sguardi d'Essai" per la diffusione del cinema d'autore.

Link al programma completo

http://www.baff.it/programma-2017/

 

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