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Paola Montonati

Paola Montonati (364)

di Paola Montonati Diciassette anni fa, nella sua casa sul lago di Lugano, ci lasciava Giorgio Strehler, non solo uno dei più grandi registi teatrali del secondo dopoguerra, ma anche un magnifico ideatore di sogni. Sogni che furono realizzati prima con il Piccolo Teatro di Milano, in collaborazione con l’amico di sempre Paolo Grassi, e poi con i progetti che nel corso di una carriera trentennale hanno punteggiato le stagioni teatrali milanesi, dall’Opera da tre soldi di Brecht alla fine degli anni Cinquanta fino ad arrivare ai lavori degli ultimi anni, dove s’intrecciano il sogno, la storia e la magia di un tempo passato.
di Paola Montonati La mattina del 25 novembre 1650 padre Eufemio, curato di un piccolo paese sulle rive dell’Adda, stava per celebrare la messa quando ricevette la visita di una strana donna. Questa era da tutti considerata una strega, viveva tra i boschi sulle rive del fiume nel palazzo della famiglia Brigani, scomparsa in modo misterioso nel corso della peste del 1630. In quest’ambiente un po’ selvaggio si dedicava a raccogliere erbe e a prevedere ai pochi coraggiosi che si recavano da lei quale sarebbe stato il loro futuro. Padre Eufemio chiese alla donna il motivo della sua visita e la vecchia, con uno sguardo misterioso, gli confessò che da giovane aveva commesso un terribile peccato che la perseguitava da anni.
di Paola Montonati A volte avere un sogno, anche piccolo, non basta, e la parabola di Ambrogio Mauri, imprenditore onesto che cercò di sopravvivere in un’Italia corrotta come quella degli anni Ottanta, ne è un drammatico esempio. Figlio unico di Carlo Mauri, proprietario di una piccola fabbrica di Bus nel cuore della Brianza, a pochi passi da Milano, Ambrogio nacque nel 1931 e fin da subito capì che la sua vita sarebbe stata legata all’azienda paterna. Nel 1950, quando Ambrogio aveva solo diciannove anni, Carlo morì per un tumore allo stomaco, lasciando alla moglie e al figlio la gestione dell’officina di famiglia.
di Paola Montonati Un anno fa, nella sua casa di Milano, moriva a 90 anni Roberto Cerati, vittima di un male incurabile. A molti il suo nome non dirà nulla, ma gli amanti della buona editoria e della letteratura sanno che Cerati è stato uno dei due grandi capi, con l’editore Giulio Einaudi, dell’omonima casa editrice torinese, che dagli anni Quaranta fino alla fine dei Settanta fu uno dei punti di riferimento per l’editoria italiana alternativa e controcorrente, opposta alla milanese Mondadori, quest’ultima forte delle sue collane di tascabili. Ma la vita di Cerati era iniziata molti anni prima di arrivare alla corte di Einaudi, per la precisione a Cressa, nel Novarese, dove era nato nel 1923.
di Paola Montonati Nel grattacielo Pirelli, a pochi passi dal duomo di Milano, si sta consumando l’ultimo atto di una vicenda che vede opposti l’assessorato regionale alla Salute di Mario Mantovani alla presidenza del Policlinico di Milano, guidata da Giancarlo Cesana, prima leader di CI per anni e dal 2009 capo dell’ospedale. Ma che cosa c’è al centro di tutta questa contesa, che giovedì pomeriggio è sfociata in uno scontro violento tra le due fazioni in gioco? L’oggetto della contesa è un miliardo di euro di beni pubblici, cascine, terreni agricoli e case coloniche, che tra pochi mesi saranno gestiti dalla Fondazione Sviluppo Ca’Granda, a carattere privato.
di Paola Montonati La provincia di Pavia ha nell’agricoltura e nella viticoltura la sua ricchezza. La difesa, la salvaguardia, la valorizzazione di prodotti decisamente di eccellenza possono portare nuova linfa all’economia. Nell’ultimo incontro che si è tenuto sabato 15 novembre presso la sede di Confagricoltura a Pavia, il presidente nazionale dell’associazione Mario Guidi ha ribadito con forza al ministro delle politiche agricole Maurizio Martina che il vero futuro del Pavese arriva dall’agricoltura, diventata ormai il cuore dell’economia locale. Infatti, grazie alle precise analisi di Gianfranco Bensi, presidente della sede di Pavia, è stato stimato che i 180mila ettari di Pavia, Lomellina e Oltrepò Pavese hanno perso più di un terzo delle imprese negli ultimi vent’anni, fino ad arrivare all’attuale numero di 6.500 sulle 21mila dei primi anni Ottanta.
di Paola Montonati Con Expo 2015 alle porte, anche Milano ha deciso di rifarsi il look, partendo dal Castello Sforzesco e dalla Galleria di Arte Moderna, che da anni sono nel mirino a causa dei servizi scadenti che vi sono contenuti. Ormai il tempo del museo solo come location dove ammirare opere d’arte è finito. Il visitatore, ora più preparato, deve poter disporre di un luogo dove acquistare libri, stampe o altro legati a ciò che vede e naturalmente anche a un luogo dove avere un momento di piacevole pausa. Accogliendo le richieste del pubblico, il comune di Milano ha deciso di adeguarsi ai modelli europei di accoglienza al pubblico, con un bookshop e una caffetteria per il pubblico.
Vigevano lascia Pavia per Milano. Forse per essere agganciata all’ultimo treno per Expo 2015? O forse solo per sciogliersi da una sudditanza ormai mal sopportata? di Paola Montonati “Abbiamo scritto la storia” E’ con queste parole che il sindaco di Vigevano, Andrea Sala, ha annunciato nella serata di martedì 11 novembre l’approvazione da parte della giunta comunale della cittadina lombarda della procedura che nel 2015 vedrà la citta dei Visconti passare nel territorio della città metropolitana di Milano, lasciando cosi la provincia di Pavia. Ma come si è arrivati a una decisione tanto drastica?
Una possibilità, un inizio, un lavoro che forse aprirà una porta, quella porta che molti giovani cercano. Expo 2015 può essere davvero un’opportunità? di Paola Montonati Sono iniziate le prime assunzioni del gruppo di manager che, a partire da mercoledì prossimo, si dovranno occupare a Milano della gestione degli eventi legati a Expo 2015, con la collaborazione del gruppo Manpower, che dall’8 settembre aveva inoltrato le domande a un piccolo gruppo di ragazzi sui 26 anni, laureati presso il settore dell’ingegneria o come periti tecnici.
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