Claudio for Expo

ICH Sicav

 

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Think tank (279)

Per ragioni di viabilità morirono. Per ragioni di viabilità rinascono. In mezzo, un'ottantina d'anni sognando il progresso tecnologico. Dall'Isotta Fraschini anni Trenta che aveva trasportato il Duce. Il Vate. E il latin lover, ovvero quel Rodolfo Valentino che fece sospirare i cuori femminili. Giù giù fino a oggi. A Mercedes Clk e Ferrari. Il paradosso dei Navigli sta in questi estremi che comprendono il Ventennio. La II guerra mondiale. L'Italia repubblicana del referendum. Gli anni del pentapartito. Di piombo. E di Tangentopoli. Il crollo del comunismo. Il secolo di Internet e della fibra ottica. Collante del mondo in un pugno. L'avvenire che non c'era. I canali milanesi che dal '29 vennero progressivamente interrati perché il traffico esigeva i suoi pedaggi e l'igiene era un concetto vago, ora possono tornare a riveder le stelle. Il rutilante e congestionato paralizzarsi di inquinanti automobili che azzannano una discussa area C malata di deroghe,…
Philippe Daverio, si sa, ha una capacità di osservazione ampia di ciò che gli accade intorno e, dunque, tutto il movimento di idee e progetti su Milano non gli è di certo sfuggito spingendolo a una riflessione che suona pressappoco così: e se fosse la volta buona che questo paese decidesse di guardarsi allo specchio e affrontare i suoi “mostri”? In modo più esplicito, se pur di sostenere Milano nella sua sfida di posizionamento nell’Europa post Brexit, il governo, le istituzioni, la società civile cercassero di risolvere una volta per tutte problemi come l’iperburocrazia, il peso fiscale e le rigidità del lavoro, che, secondo Daverio, rendono l’Italia ancora inadeguata a sedersi a certi tavoli? «Sarebbe davvero formidabile se si innescasse un processo del genere», quasi esulta lo scrittore e storico dell’arte, che è anche autore di note trasmissioni televisive e grande appassionato di architettura, oltre che docente di storia del…
Le diplomazie sono al lavoro da mesi e questo è forse il momento più delicato. Il progetto di Milano capitale della finanza, e non solo, potrebbe prendere forma presto aprendo una nuova fase per tutta l’Italia, che mai come oggi avrebbe bisogno di uno shock positivo e di agganciarsi alla città che meglio la rappresenta in Europa. Milano sta salendo in tutte le classifiche sull’attrattività degli investimenti e questo non solo grazie alla scia positiva dell’Expo 2015, ma per un rinnovato interesse nei confronti di una città che sa miscelare efficienza e qualità della vita, modernità e tradizione, caratteristiche che non sfuggono all’occhio vigile di chi, fuori dall’Italia, decide dove e come spendere i capitali. Come in tutte le cose ci vuole anche un po’ di fortuna e gli esiti dei vari dossier che compongono questo articolato progetto non sono affatto scontati in una fase in cui si sta ancora…
Mentre l’Italia in anni di tentativi non riesce a decidersi sul deposito per i rifiuti nucleari ora dispersi in una ventina di stoccaggi atomici dal Piemonte alla Sicilia, la Commissione Ue ha costruito — ed è pronto, vuoto, tirato a lucido e profumato di intonaci freschi — un grande deposito per i residui radioattivi nel centro europeo di ricerca di Ispra, nella provincia di Varese a pochi chilometri dalla riva del lago Maggiore. L’impianto si chiama Area41 e in sigla Isf, Interim Storage Facility. Per entrarvi servono paginate di autorizzazioni e due diverse barriere di controllo con cancelli e vetri blindati. Gode di extraterritorialità: un pezzettino d’Europa incastonato nelle brughiere lombarde. Area41 è un capannone speciale, con pareti spesse così che neanche a cannonate. Servirà per ospitare i rifiuti nucleari generati dalle attività del centro ricerche europeo. Rifiuti atomici a Ispra si producono da sessant’anni, da quando nel 1957 i fisici…
L’11 maggio 2017 Nando Dalla Chiesa, direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università Statale di Milano, ha presentato in Commissione parlamentare antimafia un rapporto riservato alla criminalità straniera nel nord. Il primo, il secondo e il terzo rapporto sono stati dedicati, rispettivamente all’infiltrazione mafiosa negli enti locali, nell’economia legale, e al tema delle attività commerciali illegali e a quelle tradizionali delle organizzazioni criminali e sono stati illustrati nelle sedute del 6 maggio 2014, del 24 febbraio 2015 e del 30 settembre 2015. Lo dico come sempre senza peli sulla lingua: interessanti ma senza personali entusiasmi i primi tre (confesso che il mio giudizio è fuorviato dal fatto che leggo e studio di economia criminale e criminalità organizzata ogni giorno che il buon Dio manda in terra e dunque “sorprendermi” con analisi inedite non è facile), molto interessante quest’ultimo. Perché? Bene, innanzitutto perché ci mette davanti agli occhi una verità banale ma…
Una mattina alle otto. Da un’aiuola di corso Sempione si leva una folata di profumo. Hanno tagliato l’erba, ieri, e in una giornata di sole già si è asciugata. È profumo di fieno, quello che mi cattura. È un attimo: dall’olfatto ai neuroni, al cuore. Quell’alito di fieno disseccato mi sommerge in un’emozione profonda e lontana. Tempi remoti. Le estati della mia prima infanzia. Quando a fine giugno, terminata la scuola, si partiva per le Dolomiti, e si arrivava che nei prati l’erba era altissima, e costellata di fiori. Quei campi frementi al vento, densa estate condensata sotto ai nostri occhi cittadini, generosa abbondanza di pascoli, fitto laborioso ronzare di api e calabroni. Arrivava all’altezza dei miei occhi, l’erba alta e splendente di giugno. Ma, una mattina, le gente del posto si levava molto presto. Con le falci sulle spalle i parenti dei contadini della zona salivano dal paese. Al…
Più della Svizzera, meno dell’Italia e a metà strada con il resto dell’Europa. Nella "strana" isola ticinese del mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione (5,9% nel primo trimestre 2017) non arriva alla metà di quello dell’Italia (11,1%), ma continua a destare preoccupazioni. E dire che è sostanzialmente agganciato a quello svizzero (5,3%), e più basso di quello della Lombardia (8,2%). Regione che sta però recuperando posizioni. Nella fascia di confine si assiste ad una ripresa economica con contemporanea riduzione di disoccupati, scesi all’8,4% nel provincia di Varese, al 7,4% in quella di Como e al 5,5% in quella di Lecco.  La crescita dell’occupazione in Italia ha interessato in particolare gli ultracinquantenni e le donne.  Anche in Ticino nel 2016, si è registrato una prevalenza dell’occupazione femminile (5,3%) rispetto a quella maschile, salita comunque del 3,5%. Trend continuato anche nel primo trimestre di quest’anno, in controtendenza rispetto al resto della…
Il Foglio partì nel ’96. Il primo articolo che ho fatto sul Foglio il primo giorno era un articolo sui rapporti di Di Pietro e Lucibello, che era un amico personale di Di Pietro e che poi diventa uno dei grandi avvocati di Mani pulite. Da lì è cominciato un lavoro quasi quotidiano di rivisitazione, revisione, revisionismo su Mani pulite che mi ha portato poi nel 2003 a ricostruire giorno per giorno quello che era successo dieci anni prima. Basandomi sui giornali, sui verbali, sui libri, sulle interviste televisive, ricostruivo quello che era successo quello stesso giorno dieci anni prima. (…) Il 1993 è uno degli anni più densi della storia repubblicana. È l’anno in cui raggiunge il culmine la più devastante inchiesta giudiziaria della storia repubblicana e che stabilisce davvero il passaggio più che dalla Prima alla Seconda Repubblica, dal Novecento al secolo successivo. I momenti chiave del 1993…
Il prossimo 22 ottobre i cittadini di Lombardia e Veneto saranno chiamati a esprimersi su due distinti referendum riguardanti la possibilità di avviare un processo politico che introduca qualche forma di autonomia in queste regioni settentrionali. Come molti hanno evidenziato, è improbabile che tutto ciò produca effetti immediati e subito percepibili. In fondo, a veneti e lombardi verrà chiesto se quei livelli di autogoverno che già ora sono consentiti dalla Costituzione possano essere riconosciuti alle amministrazioni delle loro regioni. Con ogni probabilità, il responso sarà maggioritariamente positivo (l’unica incertezza riguarda la partecipazione, che comunque non è cruciale, dato che tali referendum non prevedono un quorum minimo). Veneti e lombardi, insomma, si apprestano a dire a gran voce che vogliono più spazi di autonomia, ma quello che risulterà sarà l’avvio di un negoziato che non condurrà da nessuna parte. L’esito fallimentare è già scontato per due ordini di motivi: finanziari e…
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