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Arte e Cultura

Arte e Cultura (904)

Ieri pomeriggio presso l’Atelier della Casa Museo Lodovico Pogliaghi al Sacro Monte di Varese sono stati presentati gli esiti del concorso per giovani musicisti Un Pianoforte per Casa Pogliaghi e le attività della stagione 2016. Era presente il direttore artistico del progetto musicale Chiara Nicora, la responsabile della gestione della casa museo Marina Albeni e alcuni giovani musicisti selezionati tramite il concorso Un Pianoforte per Casa Pogliaghi. Il concorso musicale è stato organizzato con il sostegno di Fondazione Comunitaria del Varesotto e in collaborazione con l’Associazione Cameristica di Varese. Grazie a questo progetto, la casa museo ospiterà un pianoforte che verrà messo a disposizione di giovani musicisti di conservatori ed istituti musicali che potranno esibirsi con proprie composizioni, esecuzioni e performance artistiche di ampio respiro. Il concorso è stato possibile anche grazie alla generosità della sig.ra Serena Klemm che ha messo a disposizione della casa museo un pianoforte a mezza…
Il Sacro Monte di Varese, anno dopo anno, è sempre di più il cenacolo culturale della città di Varese. Fioriscono iniziative di svariato taglio, ma di qualità sempre eccellente. Incontri, conferenze, mostre, visite ai musei, concerti, teatro, ecc. Veramente tanto si organizza intorno al Santuario nel corso dell’anno, eventi in grado di stimolare sicuramente la curiosità e l’interesse di un pubblico sempre più vasto, anche al di fuori dell’ambito dei pellegrini che sono come noto la tradizionale ossatura dei frequentatori della montagna varesina. Tra le tante iniziative promosse, spiccano le “Conversazione al Sacro Monte” organizzate dalla Associazione Amici del Sacro Monte presso la sede associativa in via del Ceppo 5 nei pressi del piazzale Pogliaghi (quello degli autobus). Questo il programma completo, che inizia sabato 19 marzo: Conversazioni al Sacro Monte — V Edizione Sabato 19 marzo—ore 15:30 Chiara Palumbo—Storica dell’Arte e Guida Turistica “E quindi uscimmo a riveder le…
Chissà quante volte siamo andati alla Pinacoteca Züst di Rancate, un paesino a pochi chilometri da Mendrisio, per visitare le mostre che si sono susseguite negli anni nel museo, tralasciando o forse dimenticando la figura del collezionista ed amante del bello che ne permise l'esistenza, ovvero Giovanni Züst. Oggi si parla di lui e di una mostra dedicata alle sue raccolte. La mostra riunisce infatti per la prima volta le collezioni d'arte che Giovanni Züst (Basilea, 1887 - Rancate, 1976), figura complessa di imprenditore filantropo, donò a enti pubblici svizzeri: il Cantone Ticino (1966), che avrebbe quindi aperto la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate, il Cantone di Basilea-Città (1959), che ricevette così l'impulso per la creazione dell'Antikenmuseum di Basilea, la città di San Gallo (1967). Il percorso espositivo si snoda tra rare e preziose antichità etrusche, greche e romane, strepitosi argenti dei secoli XVI-XVIII e dipinti di Serodine, Petrini…
Sabato 19 e domenica 20 marzo con la 24esima edizione Giornate FAI di Primavera il FAI (Fonodo Ambiente Italiano) aprirà le porte di tantissimi luoghi d’arte e natura in tutta Italia, normalmente chiusi al pubblico, grazie all’impegno dei volontari, degli Apprendisti Ciceroni e delle Delegazioni e alla collaborazione con enti pubblici e privati. È il più grande evento di piazza dedicato ai beni culturali, un appuntamento che da anni dimostra la voglia di partecipazione e l’orgoglio di appartenere a una collettività che ama i luoghi in cui vive. Rappresenta il maggiore evento nazionale per la raccolta fondi destinati alla Fondazione e prevede per la precisione l’apertura di 900 luoghi in 380 località in tutte le regioni che verranno raccontati al pubblico, con visite a contributo libero. I fondi raccolti durante le Giornate FAI di Primavera saranno impiegati per gli scopi statutari della Fondazione e in particolare per la manutenzione dei…
Ci siamo quasi: il debutto della nuova Brera guidata da James Bradburne è fissato per lunedì 14 marzo e sarà dedicato a un tema amoroso. Protagonista è lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, icona del museo milanese, cui sarà affiancato il dipinto dello stesso soggetto del Perugino, in prestito dal Musée des Beaux-Arts di Caen (vedi immagine pubblicata, n.d.r.). Un faccia a faccia, bisogna dirlo, spettacolare. L’equivalente di calare subito, alla prima mano, un poker d’assi. Le due pale d’altare, infatti, non sono solo due capolavori manifesto della grazia rinascimentale, ma anche fra le immagini più popolari perché sul loro confronto si sono esercitati tutti gli studenti italiani. E così, c’è da scommettere, tutti andranno a ripassare il manuale di storia dell’arte dove quei due dipinti erano riprodotti fianco a fianco. Rileggeranno gli appunti e porteranno a Brera figli e nipoti per tornare a recitare, questa volta davanti agli originali,…
Il museo MA*GA di Gallarate (VA) ospita la mostra di Marco Introini (1968) dal titolo Ritratti di monumenti presentata da Maddalena d’Alfonso con 30 fotografie inedite dell’artista milanese. Tali opere nascono dal suo interesse per l’architettura e per il monumento inteso come documento e stratificazione materiale della memoria collettiva e sono il frutto della collaborazione con la storica impresa di restauro Gasparoli. Oggetto dell’indagine sono alcuni importanti edifici storici, che sono stati recentemente oggetto di restauro a cura di Gasparoli Srl, come la Ca’ Granda, la Galleria Vittorio Emanuele, la Casa Manzoni, Sant’Ambrogio, San Lorenzo, a Milano, la Villa Reale di Monza, e ancora l’oratorio Visconteo di Albizzate (VA). Fotografare i processi evolutivi urbani è una pratica che ha sempre accompagnato l’attività di Marco Introini e costituisce strumento originale per una riflessione sull’architettura e sulla città. La volontà di documentare il gesto conservativo e artistico del restauro diventa occasione per…
Lo scrittore americano Premio Nobel Ernest Hemingway e le atmosfere parigine della “Generazione perduta” degli anni venti a Parigi saranno i protagonisti letterari del secondo caffé letterario, in programma domenica 28 febbraio alle ore 19,30 presso il Ristorante Pizzeria La Rosa di Leggiuno via Gioberti 24 organizzato in collaborazione con l’Associazione culturale “Amici di Mario Berrino”. «Ernest Hemingway è uno degli scrittori più geniali del secolo scorso: proprio lui assieme a molti altri artisti hanno incarnato, nella Parigi degli anni venti, quel senso di cultura ed arte a trecentosessanta gradi che cercheremo di ripercorrere, abbinandola a delizie gastronomiche a tema, in una serata, che ci riporterà nell’atmosfera di festa dove le arti e la poesia erano al centro della vita degli scrittori americani a Parigi. Non possiamo dimenticare, infine, il legame di Hemingway con l’Italia e, senz’altro, nel corso del nostro caffé letterario ci sarà spazio anche per aneddoti legati…
La parola “dimora” deriva dal verbo latino “demorari” che significa tardare, attendere, indugiare, già da questa derivazione etimologica si entra nel mondo poetico, perché non parliamo semplicemente di muri, porte e finestre, ma di un ambiente che travalica questa materialità ed entra in un ambito più spirituale. La dimora è quindi un ambiente dove non solo si abita, ma è soprattutto il luogo dove ci si attarda, si attende qualcosa e si indugia per creare, perciò il termine dimora è particolarmente adatto alla poesia e all’arte in genere. Proprio di questo si è parlato martedì 9 febbraio 2106, nella prestigiosa sala Alessi di Palazzo Marino in Piazza della Scala, cuore pulsante dell’amministrazione della nostra amata Milano. “Dimore che parlano” era il titolo di questa giornata, anteprima di una pièce teatrale scritta da Franco Morganti (giornalista) e dal giovane Matteo Luoni (drammaturgo), quest’opera si propone di far parlare le dimore milanesi…
Gli spicchi de «La Mela Reintegrata» di Michelangelo Pistoletto sono sul piazzale antistante la Stazione Centrale, porta d’ingresso della città. Il montaggio dell’opera inizierà nelle prossime ore. La giunta ieri ha approvato le delibera di accettazione della donazione da parte del Maestro e della fondazione Pistoletto. Positivo anche il parere della Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio e della commissione Paesaggio alla nuova e definitiva collocazione della mela di straordinarie dimensioni — otto metri di altezza per otto di diametro, costituita da una struttura metallica rivestita da un tappeto di erba naturale e con un «morso» sulla sommità, reintegrato grazie a una cucitura metallica — che ha dominato la scena di piazza Duomo nel maggio 2015, in apertura di Expo. Dall’estate, poi, aveva trovato ospitalità al Parco Sempione, dove tra settembre e ottobre era stata vandalizzata. La Fondazione Pistoletto si occuperà della manutenzione straordinaria per 20 anni. Come hanno spiegato…
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