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Arte e creatività

Arte e creatività (98)

A Milano nasce un’area di immersione culturale e creativa, una fucina di idee, di progetti, di attività, racchiuse in 7.000 mq di spazio. Mostrami Factory @ Folli50.0 è il progetto voluto da Fondazione Bracco nella sede storica dell’azienda Bracco, in via Folli 50 a Milano, ideato e coordinato dal collettivo di artisti Mostrami; un vero e proprio cantiere creativo, culturale e sociale aperto alla città, con mostre, laboratori e serate di musica, cinema, teatro e ballo. Scopri qui il progetto! A contenere e ispirare il cantiere creativo c'è un luogo dalla storia lunga e affascinante, un racconto che è diventato il soggetto di una mostra, ospitata nello spazio nella prima settimana di apertura: dal 13 al 19 aprile 2015, scopri qui il CALENDARIO con tutte le attività! Ma andiamo con ordine.  VIA FOLLI è una piccola strada nel quartiere di Lambrate a Milano, stretta tra il fiume Lambro e la…
Il dialogo con l’arte europea del Novecento. La creatività e l’imprenditorialità di una grande Maison italiana. La straordinaria cultura e la genialità dei due fondatori. Ruota attorno a questi temi l’evento che il MA*GA di Gallarate (VA) dedica, dal 19 aprile all’8 novembre 2015, a Ottavio e Rosita Missoni, proprio nella città che scelsero nel 1953 come sede della loro casa e del loro primo laboratorio artigianale. Nell’anno di EXPO, i successi e i riconoscimenti internazionali dei Missoni, nella produzione tessile e nella moda, divengono portavoce tra i più accreditati del Made in Italy, rappresentando il valore di un territorio e testimoniando la capacità di generare linguaggi e confronti con i maggiori maestri dell’arte moderna e contemporanea. Il percorso espositivo, caratterizzato dagli allestimenti che diventano essi stessi opere ambientali, è articolato secondo diversi registri narrativi che delineano le principali caratteristiche della genialità dei Missoni, fatta di colore, materia e forma.…
Ponendo nel cuore del suo percorso l’insigne collezione Settala, il nuovo Museo delle Culture di Milano ricapitola e rilancia non solo un importante episodio di storia del collezionismo, ma anche uno spaccato rappresentativo della storia culturale d’Europa. Il Museo Settala fu opera del milanese Manfredo Settala (1600-1680), che per cinquant’anni raccolse senza posa quadri, statue, medaglie, reperti archeologici, oggetti di storia naturale (fossili, animali, vegetali), strumenti musicali, armi, congegni meccanici; infine, oggetti e reperti etnografici. Fu, quella, una Wunderkammer, o «gabinetto delle meraviglie», dove la meraviglia davanti allo strano, al raro, all’esotico era la chiave d’accesso a una preoccupazione classificatoria e scientifica che in quello stesso secolo avrebbe conosciuto un gigantesco balzo in avanti. Oltre ai visitatori illustri (come John Evelyn o Balthasar de Monconys), dettero fama al Musaeum septalianum i ricchi cataloghi a stampa (1664, 1666, 1677); a essi si aggiungono, per ricostruirne la consistenza e l’ordinamento, trecento disegni…
Una collezione di sessantuno sigilli antichi, appartenuta alla signora Maria Fiocchi - mamma del direttore responsabile de La Bìssa de l'Insubria, Federico Banfi - è stata donata al Museo del Sigillo di La Spezia da parte della signora Martina Fiocchi Rocca, sorella di Maria. I pregevoli esemplari provengono da Europa, Asia e Stati Uniti d'America, databili tra l'inizio del XVIII secolo ed i primi decenni del XX. La donazione affianca ed arricchisce ulteriormente la collezione dei coniugi Lilian ed Euro Capellini, con oggetti tipologicamente non presenti o presenti in piccoli nuclei. Precisiamo che il Museo del Sigillo offre ai visitatori la più completa collezione sfragistica che sia stata mai riunita. Sono infatti conservati oltre 1.500 sigilli, di epoche che vanno dal IV millennio a.C. sino ai giorni nostri. La collezione fu donata al Comune de La Spezia, alcuni anni fa, proprio dai coniugi Capellini. Tornando alla collezione Fiocchi, numerose sono…
Torna a risplendere in tutta la sua bellezza un prezioso arredo sacro di fine seicento, espressione della apprezzatissima scuola di intaglio varesina, che si inseriva d’autorità nella tradizione presente in tutto l’arco prealpino. L’opera si trova all’interno della chiesa prepositurale di Mezzana di Somma Lombardo, chiesa prediletta fin dal ‘400 dai Visconti di Sanvito e capopieve per tutti i i paesi intorno. Si tratta della decorazione in legno intagliato, con policromie e dorature raffinatissime, dell’arco trionfale, o arco absidale, che separa la navata dedicata ai fedeli e la zona della celebrazione: raffigura un soggetto comune nello stile barocco, un crocifisso attorniato da angioletti che recano la croce e una cascata di fiori e frutta che riveste completamente l’architrave portante. Il gruppo ligneo riporta la data di realizzazione, 1693, ed il nome dell’artista, Bernardinus Castellus, oltre al nome del doratore. Tra le varie manifestazioni dell’arte sacra la scultura lignea era particolarmente…
«La rassegna letteraria “Scrivi l’amore-Premio Mario Berrino”, rappresenta un importante e consolidato avvenimento culturale della realtà di Ispra che, dallo scorso anno, è anche abbinata manifestazione annuale, sulla “Passeggiata dell’amore-Mario Berrino” della posa della piastrella, dell’opera vincente dell’anno sul “Muretto delle Poesie” - sottolinea Martina Cao, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Ispra-. Siamo felici di questa collaborazione fra comune di Ispra ed enti privati che contribuiscono a dare lustro ad un evento che vuole unire cultura, arte e turismo».
In occasione di un recente evento mondano in quel di Varese, parlando con alcuni amici del più e del meno, ma soprattutto di varesini e varesotti illustri o comunque passati alla storia per un qualsiasi motivo, l’attenzione cadde non so perché sulla categoria dei cacciatori. Ve la faccio breve, si parlò soprattutto di Adelio Ponce de Lèon, originario di Gavirate, milanese d’adozione. L’avucàt, come era soprannominato ed io stesso per tanto tempo non sapevo nemmeno come si chiamasse realmente. Non passava inosservato, sia per il look sia per la parlantina. Un uomo di mondo come pochi se ne incontrano. Al principio lo vedevo in occasione di mostre, inaugurazioni, eventi venatori in giro per la Lombardia. Un giorno, credo alla fine degli anni 80, venne a trovarmi presso la segreteria di un politico per il quale lavoravo, non ricordo per che motivo, ma credo si trattasse di problemi inerenti una riserva…
“Quando dipingo non sopporto altro tetto all’infuori del cielo”! Così raccontava il pittore Gigi Comolli, illustrando la sua vocazione al lavoro en plein air. L’artista nacque a Milano il 19 Giugno 1893, in via Lupetta, a due passi dal Duomo, da una famiglia borghese. Il padre Ernesto era commerciante di spezie coloniali. La madre, Giuseppina Perelli Paradisi, proprietaria di una drogheria in via Torino. Uno zio, pittore, lo indirizzò all’arte. L’altro zio, il senatore e medico Luigi Mangiagalli, fondatore dell’omonima “fabbrica dei bambini” di Milano, lo invitò spesso nella villa di Premeno. Con lui iI giovane Comolli visitò Parigi dove osservò i quadri degli impressionisti. Fin dall’infanzia aveva sopreso la famiglia per la sua attitudine al disegno. Fu per merito di Vittore Grubicy de Dragon, cui il padre mostrò i primi schizzi, che il giovane Comolli su mise sulla strada della pittura. Dall’Accademia di Brera fuggì dopo due anni. Non gli…
di Francesco Greco Con questo titolo il critico e storico dell’arte Rolando Bellini  - docente all’Accademia di Brera e direttore artistico della Biennale di Firenze - introduceva il disegno “Fiori neri in terre di pietra” in copertina della rivista filosofica il “Protagora” fondata da Bruno Widmar. Era il giugno del 2006 è l’artista di origini salentine ben si poteva riconoscere in questo piacere speciale del fare. Un fare caratterizzato da molteplicità di materiali ma anche di capacità spaziali ibride tra scultura e pittura senza categorie e schemi precostituiti. “E’ Pizzolante, uomo vittoriano, capace di riversare tutta intera la sua esistenza nel proprio fare. Specchio di un’esistenza assoggettata alla dolcezza, sofferta, e fragile, dura e ruvida dell’impegno estetico, dello sforzo artistico.
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