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Editoriale

Editoriale (713)

Da una parte la cronaca, dall’altra la strategia, in mezzo la partita dell’autonomia di Lombardia e Veneto con le inevitabili ricadute politiche in primis sulla Lega e poi sul centrodestra tutto. "Visto che il governo ha detto 'no' alla nostra richiesta di 'election day', - ha chiosato il governatore lombardo Roberto Maroni - deciderò insieme al collega Luca Zaia la data per celebrare il referendum sull'autonomia". Maroni è poi entrato nel dettaglio, spiegando: "il voto sarà tutto elettronico. Ne ho parlato con il presidente Gentiloni e con Minniti. Non ci hanno dato l'accorpamento del referendum ma ci hanno detto che questa sperimentazione li interessa". Per questo la Regione, che sul voto elettronico ha già fatto la gara, spera ci possa essere un "cofinanziamento" da parte del Governo "perché la sperimentazione interessa anche a loro". Una delle ipotesi ritenute al momento più probabili è che la consultazione possa tenersi nella prima domenica di…
Fu votato da poco più del 50% dei varesini. Di quelli andati alle urne ovviamente, pari a circa la metà degli aventi diritto e quindi, a conti fatti, fu eletto materialmente da un quarto dei cittadini. Mi riferisco a Davide Galimberti, sindaco di Varese dal giugno del 2016, appoggiato da una coalizione di centrosinistra. Una affermazione conquistata non tanto grazie ai numeri del proprio schieramento, ma grazie alle divisioni del centrodestra e alla oscillazione favorevole dell’ago della bilancia Lega Civica. Non certo un plebiscito, quasi una vittoria fortuita e per giunta foriera di un successivo scenario di scarsa compattezza anche, bisogna ammetterlo, per motivi politici generali. Troppa grazia Sant’Antonio? Gli speranzosi, o gli ingenui, auspicavano un bagno di umiltà, prima di tutto si sarebbero dovuti infatti riannodare i rapporti con la città, con quei tre quarti di popolazione che ha votato contro o che non è proprio andata alle urne. Macchè! Tra una…
E’ indubbiamente banale e ripetitivo ricordare il cambiamento epocale del concetto di lavoro dovuto all’avanzare rapido ed inarrestabile della società digitale con la sua valenza tecnologica in rapida progressione. Meno scontato è ricordare l’impatto della “Legge di Moore” sul mondo del lavoro nella società digitale, ovvero gli effetti concreti sui livelli occupazionali di quella legge che asserisce come ogni 18-24 mesi la tecnologia aumenti la propria potenza di calcolo dimezzando i propri costi. Con una conseguenza pratica su tutte e le cui avvisaglie sono già evidenti: il forte rischio di una disoccupazione strutturale nei prossimi decenni e non solo nelle fasce occupazionali più basse, ma anche e soprattutto in quelle attività ritenute finora immuni o intoccabili, quelle più concettuali. L’avanzata delle “macchine” e la sostituzione dell’uomo in tante mansioni anche appunto concettualmente elevate non è più materia di fantascienza, è cruda realtà. Chiunque è ovviamente pronto a cavalcare le opportunità offerte dalla tecnologia,…
Non c’è dubbio che negli ultimi mesi Autolinee Varesine e Comune di Varese abbiamo messo nel mirino il trasporto pubblico locale, da migliorare, aggiornare, rendere più efficiente. Al di là del costante e consueto rinnovo del parco automezzi. Era ora, parola di utente. L’azienda che gestisce questo importante servizio, le suddette Autolinee Varesine, ha in programma a breve una serie di interventi concreti di miglioria, dalla mappa del trasporto urbano con pratiche indicazioni su come raggiungere uffici, scuole, chiese e impianti sportivi al censimento delle fermate per valutarne lo stato ed eventualmente prendere provvedimenti, all’apertura di un info point in piazza Monte Grappa angolo via Moro dove oggi c’è una edicola dismessa. Anche da parte del comune c’è attenzione per migliorare il servizio, basti pensare alla accessibilità al Sacro Monte e ai parcheggi di corrispondenza. Un buon inizio, ma con poco altro è sicuramente possibile fare molto di più per rendere…
E ora che succede? Dopo il recente terremoto politico in casa Pd, che tipo di risposta arriva dal centrodestra? I sondaggi non sorridono alla sinistra, ma il partito bene o male regge, così come il M5S, nonostante i guai romani, il movimento veleggia su percentuali solo sognate dal centrodestra. Succede quindi che dipende dalla data del voto e dalla legge elettorale, nel frattempo si lanciano ballon d’essai, si fanno arditi giri di valzer, si tiene sotto controllo tutto quello che capita a tiro per capire da che parte spira il vento. Con il minimo comune denominatore dell’innamoramento trumpiano e putiniano mentre Le Pen scalda meno i cuori. In realtà è oggi superato parlare di centrodestra, occorre infatti riposizionare il mirino e parlare di destra di ispirazione populista, il centro, nel senso di area liberalpopolare, sembra evaporato, a rappresentarlo è rimasto solo Stefano Parisi sempre più autonomo, ma anche isolato e…
La notizia, o la mazzata, della settimana per Regione Lombardia è di quelle che irritano e lasciano il segno soprattutto nei settori in cui si difende o si lotta da sempre per l’autonomia, quella vera, non quella strumentale e di maniera predicata nei sinedri di partito, nelle sagre di paese o durante le campagne elettorali. Come noto, il governo ha bocciato il taglio del cosiddetto superticket. "Ieri il Consiglio dei ministri ha impugnato la nostra legge di bilancio che riduce i ticket, che dimezza i super ticket. È una decisione incredibile perché noi garantiamo il pareggio di bilancio". Lo ha detto ieri il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine del convegno Dillo alla Lombardia. "Adesso vedremo quali misure prendere lunedì in giunta, però la decisione è incredibile e la dice lunga sull'autonomia che hanno le Regioni. Prendo atto con amarezza del fatto che il governo ha deciso che…
La crisi in cui si dibatte il Pd, il declino renziano che si ripercuote sul governo Gentiloni che appare sempre più debole e la conseguente confusione che regna nel centrosinistra hanno sparigliato le carte ovunque e hanno dato qualche certezza in più al fu centrodestra. Coalizione come noto data per dispersa da anni, incapace di reagire, di rigenerarsi, di progettare una vittoria, di affrontare serenamente la successione a Berlusconi. La vecchia e gloriosa alleanza berlusconiana-leghista dei tempi andati è ormai archiviata, appare derelitta, fuori dal tempo, senza leadership certa. L’unico elemento o stratagemma per seppellirla definitivamente evitando scontri fratricidi all’ultimo sangue si chiama proporzionale, inteso nel senso di legge elettorale. Le parti in gioco del centrodestra hanno sempre evitato la rottura barcamenandosi in un estenuante tira e molla solo perché la coalizione esiste ancora, eccome, ma solo nelle realtà locali, fino al livello regionale. Dove, se si corre uniti, si…
Considerazioni a margine delle recenti vicende del Pd. Visto quel che succede a sinistra chiunque oggi immaginerebbe davanti alla destra italiana una strada spianata verso la vittoria elettorale alle prossime politiche. Il problema è che la destra non esiste più, almeno nella forma, nelle persone e nei programmi che abbiamo visto e conosciuto finora. Tra una sinistra che sta miseramente affondando in una crisi ferale e una destra sparita irrimediabilmente dai radar dell’opinione pubblica, chi si aggira nelle lande desolate della politica nostrana pronto a dare la zampata vincente? Il discrimine non è più tra destra e sinistra, ma tra liberali e populisti, tra globalisti e protezionisti, tra chi vuole restare nell’euro e chi vuole uscirne, tra chi vuole accogliere e chi vuole respingere, tra chi guarda a est e chi guarda a ovest, tra chi è per il sistema inteso come status quo e chi è antisistema, e via…
Il mantra del frontaliere è noto da sempre: tutto deve rimanere com’è. Qualsiasi cambiamento derivante da accordi e patti transnazionali, solitamente conclusi sopra le proprie teste, equivale infatti ad una penalizzazione e da qualunque parte la si veda, fiscale, economica, di diritti. Senza tanti giri di parole, ora si tocca ferro, l’accordo siglato esattamente due anni fa a Milano in Prefettura tra Svizzera e Italia, tra il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e l’allora consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ed oggi fermo allo stadio della parafatura, non è più all’ordine del giorno. A mio modo di vedere e per almeno due motivi. Il primo arriva dall’Europa. L’Unione è tornata ad inizio anno minacciosa sul dossier paradisi fiscali confermando di lavorare ad una nuova “black list” di paesi fiscalmente “vantaggiosi”. A tal fine, Bruxelles sta contattando una novantina di Paesi, tra cui appunto la Svizzera, per avviare una fase istruttoria. L’obiettivo dell’Unione Europea è…
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