Claudio for Expo

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Frontiera

Frontiera (338)

Questi monti che si tuffano nell’acqua azzurra erano la terra dei contrabbandieri raccontata dallo scrittore Piero Chiara. Ma la gente del lago oggi conta gli incendi dolosi, dodici soltanto dallo scorso novembre. E impara i nomi di chi, in questa zona di confine, ha trovato il modo di comandare con le leggi alla rovescia della ‘ndrangheta. Bruciano le macchine, s’incendiano i camion e si raccontano storie che puzzano di mafia. Si narra, adesso, la storia di due clan calabresi che hanno deciso di prendersi l’ultimo pezzo d’Italia, che da Ponte Tresa arriva fino a Luino, e buona parte della Svizzera. Trafficando armi ed esportando cocaina, trasformando i soldi in case, villette e locali. Un «patto mafioso» che vede dietro a estorsioni, incendi e omicidi i terribili Torcasio di Lamezia Terme e l’élite della cosca Ferrazzo di Mesoraca in provincia di Crotone sovraintendere al traffico di droga e a quello di…
Chissà che fine avrà fatto Giovanni Verace di Torre Annunziata, in Campania, arrivato a Ponte Chiasso in una calda estate del 1965 insieme al cugino. La sua storia era stata raccontata in un vecchio servizio sull’emigrazione italiana nella Confederazione, da Gianni Roghi, allora inviato dell’Europeo. Verace era giunto con una valigia di "cartone pressato color salmone" e un foglietto rosa in mano, e si era presentato in un corridoio buio con delle panche, qui aveva chiesto al funzionario federale di poter entrare in Svizzera per lavorare. Sentendosi rispondere che poteva passare la frontiera "solo se avete un contratto di lavoro firmato e il permesso di soggiorno". A quei tempi la forza lavoro italiana corrispondeva al 71.5 per cento del totale dei lavoratori stranieri nella Confederazione. Quello raccontato dall’Europeo era uno spaccato su uno fenomeno in crescita negli anni Sessanta e ripreso in questi ultimi  anni. Lo ha messo a fuoco…
Fine di un mito? Le Ferrovie Federali Svizzere non sono più quelle di una volta? Addio puntualità, ordine, pulizia? A leggere la stampa ticinese oggi sembrerebbe di si o per lo meno tanti sono i motivi di preoccupazione. Il Corriere del Ticino ha pubblicato un sondaggio tra gli utenti abituali delle ferrovie e le risposte alle più semplici e banali domande sull’efficienza delle stesse sono disarmanti. La scintilla per trattare l’argomento e svelare l’arcano l’ha dato l’immancabile post su Facebook di un giornalista, tale Claudio Carrer, «c'erano una volta le Ferrovie federali svizzere». E segue una testimonianza costellata di peripezie e contrattempi tra ritardi, mancate coincidenze, disagi vari. Ma appunto, è dal sondaggio del cdt che emergono i dati più sconfortanti, con viaggiatori arrabbiati alle prese con gli immaginabili disservizi. Pare che si tratti di rimostranze già note e alle quali le FFS stanno cercando di dare risposte e porre…
Il 26 settembre scorso la Confederazione elvetica ha depositato lo strumento di ratifica presso l’Ocse della Convenzione sull’assistenza amministrativa in materia fiscale. Un passo deciso in avanti verso la trasparenza della Svizzera, che insieme ad altri 104 Paesi ha aderito a questo modello di convenzione multilaterale predisposto dall’Ocse. Il cammino è partito da lontano: il modello di convenzione era stato, infatti, modificato in ambito Ocse attraverso un protocollo di modifica della convenzione che la aggiornava per tutti gli Stati membri ai nuovi standard sulla trasparenza e cooperazione internazionale, aprendo la facoltà per la sua sottoscrizione il 27 aprile 2010. La Svizzera ha poi proceduto alla sottoscrizione del testo così emendato di convenzione il 15 ottobre 2013, provvedendo solo nel corso del 2016 sia alla sua ratifica interna, sia al deposito presso l’Ocse. Con tale tempistica l’entrata in vigore della convenzione è prevista per il 1° gennaio 2017. All’accordo internazionale partecipano…
Ore 21. Davanti a due noti night di Pazzallo ci saranno una ventina di auto, non di più. In questi posteggi, sino a tre anni fa, a quest’ora se ne contavano non meno di cinquanta. Nei fine settimana anche settanta, cento. "Ma quei tempi non ci sono più, bisogna prenderne atto. Il crollo c’è stato eccome. I clienti italiani sono sempre meno. Proprio l’altra sera mi ha chiamato il gestore di un locale per chiedermi se conoscevo qualche ragazza da mandargli. Aveva le stanze praticamente vuote", racconta Ulisse Albertalli, il pioniere del mondo a luci rosse in Ticino. E il calo è testimoniato dai numeri: nel 2014 erano 464 le ragazze che si erano registrate, tra hotel e appartamenti, per poter lavorare nel campo della prostituzione. L’anno scorso sono scese a 343. Cioè il 26 per cento in meno. Sono davvero lontani i tempi, come ricorda Albertalli, in cui il…
Aveva aspettato due mesi prima di ricevere il suo ultimo salario, probabilmente neanche tutto, solo una parte, dicono i suoi amici. Con quei soldi in tasca Nikola Hadziev, il pastore macedone che lavorava in nero sull’Alpe Arena, in valle Onsernone, lo scorso 10 luglio era sceso da Vergeletto a Locarno. Per trascorrere una giornata con il cugino e un amico, fare degli acquisti e ricaricare il telefonino; quello che gli restava del denaro lo avrebbe spedito alla moglie a Strumica, in Macedonia. Ma su quell’alpe Nikola, 57 anni, non è più ritornato. Di lui sono stati rinvenuti solo alcuni "resti", una tibia e un pezzo di femore. Per un’identificazione certa, ufficiale, bisognerà trovare altre parti del corpo. Oggi, domenica, Nikola Hadziev sarà ricordato dai suoi connazionali e dagli amici del Gruppo integrazione Locarno, nella cava di Vergeletto, a poche decine di metri da dove un escursionista aveva fatto la prima…
Sino all’edizione 2016 in cima alla lista, premiate con le celebri chiocciole, erano in tre. Ul Furmighin di Breggia, Morchino di Lugano e il Grotto del Giuvan di Mendrisio. Più un’altra serie di locali che venivano citati per le loro particolarità. Quest’anno, però, nella nuova guida di Slow Food dedicata alle Osterie d’Italia, che sarà in libreria il 16 settembre, non ci sarà più la sezione dedicata al Ticino. "C’è stato un problema nell’uniformità dei prezzi, nei parametri, e dunque siamo stati esclusi", spiega Mario Ferrari, fiduciario per il Ticino di Slow Food. "A questo punto - spiega Ferrari - abbiamo creato un gruppo di lavoro che da mesi sta mettendo insieme una lista di locali da inserire in una guida gastronomica in formato informatico, insomma su internet, e che andrà online entro la fine dell’anno. Un modo moderno e aderente alle nuove esigenze degli appassionati di cibo che così…
C’è un Ticino che fa e uno che critica. Uno che propone e un altro che protesta. Uno che si fa valere e uno che si piange addosso. Incapace, come osserva il presidente dell’Associazione delle industrie ticinesi, Fabio Regazzi, di vedere la realtà di un’economia cantonale in grado, nonostante le difficoltà, di creare impieghi. È un Ticino che continua ad considerarsi un "caso speciale", un "sonderfall". La polemica scoppiata dopo l’intervista del direttore dell’Ire,  Rico Maggi,  al Caffè, ha messo in moto una serie  di riflessi condizionati del Ticino "Calimero", del  Ticino "Tafazzi" che si martella gli... zebedei. Una sorta di autolesionismo mutevole nei bersagli. Come il mercato del lavoro, perennemente in crisi e minacciato dall’esterno. Oppure il Lac, palla al piede finanziaria per la Lega, o l’Usi per la quale il Parlamento ha varato un’apposita commissione di controllo... E il filo rosso è sempre la sfiducia...   È un Ticino…
Da tempo in questo Ticino c’è una certa politica che vuole sentire solo quello che le fa comodo. Che per ragioni sue vuole sentirsi dire che stiamo andando a rotoli, che tutto va male. Quasi si potesse godere delle disgrazie. Predomina quel sentimento che i tedeschi chiamano ‘Schadenfreude’, il piacere per la sfortuna altrui".   Fabio Regazzi, consigliere nazionale ppd e presidente dell’Associazione industrie ticinesi, fra i primi a commentare favorevolmente i dati ticinesi sulla disoccupazione,  sotto la media svizzera (3%, tasso Seco), non si stupisce per i violenti attacchi contro Rico Maggi.  Il direttore dell’Istituto ricerche economiche (Ire), "colpevole" di  aver giudicato positivo, in un’intervista di settimana scorsa al Caffé, il trend economico del cantone, di aver ricordato che i risultati economici reali passano il più delle volte in second’ordine rispetto ai dati sui disoccupati, amplificati ad uso politico. "Purtroppo certa gente non vuole ammettere che nonostante tutte le difficoltà…
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