Claudio for Expo

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Frontiera

Frontiera (326)

Se ne sta andando un altro pezzo di storia del Ticino. Sotto la furia delle ruspe e seppellita dal cemento.  La "Casa rossa" di Hermann Hesse, e il parco dove coltivò le rose a  Montagnola - ora nel comune di Collina d’Oro - sono minacciati da un’operazione immobiliare. Una vicenda che si trascina da anni, fra opposizioni e ricorsi di cittadini,  e soprattutto della Società ticinese per l’Arte e la Natura (Stan), e una battaglia che ha registrato un soprassalto di indignazione. "Occorre preservare dall’edificazione quei terreni pregiati, per paesaggio e storia", sottolinea Benedetto Antonini, vicepresidente della Stan e membro del Consiglio di Europa Nostra, che ha lanciato una petizione online. L’architetto ritiene che la casa e il parco di Hesse a Montagnola possano essere salvati dalla speculazione: "È questione di volontà, di sensibilità, di intelligenza, di senso culturale". Ma per il Consiglio di Stato l’edificio non è  stato ritenuto…
Li aspettano, li attendono non solo per dare una boccata d’ossigeno alle casse pubbliche. Ma anche per costruire strade, parcheggi, scuole, palestre. I ristorni - quest’anno 70 milioni di franchi - sono una voce importante per i comuni di frontiera, dalla provincia di Como a quella di Varese, sino al Verbano.  Succede così sin da quando è stato firmato l’accordo  del 1974, che vincola l’uso di questi fondi alla realizzazione di infrastrutture transfrontaliere. Un vincolo, come ha scritto il Consiglio di Stato a Berna, non sempre rispettato. È davvero così? "La legge - spiega Giandomenico Albertella, sindaco di Cannobio - ci impone di utilizzare circa il 70 per cento dei ristorni in opere pubbliche. Ed è quello che abbiamo fatto in questi anni. E lo abbiamo fatto proprio in una ottica transfrontaliera, sistemando o realizzando strade e parcheggi. Ma anche un centro logistico, dove abbiamo investito 5 milioni di euro,…
Il multilinguismo costa tempo, energia, denaro, ma comporta anche vantaggi culturali, intellettuali ed economici visto che - secondo le stime della Confederazione - contribuisce al Pil generando ogni anno 46 miliardi di franchi. E sono stime basate sulle storiche quattro lingue nazionali, figuriamoci in uno scenario come quello attuale dove la popolazione residente ne parla principalmente una dozzina, e considerandole tutte, anche quelle delle comunità meno numerose, gli idiomi superano abbondantemente il centinaio. E il tanto bistrattato italiano, per quanto lingua minoritaria, non tende ad arroccarsi solo nella sua regione, ma mantiene salda la sua presenza nell’intero territorio nazionale.Il nuovo scenario linguistico del Paese, appena analizzato e pubblicato sulla rivista Dati dell’Ufficio di statistica, però non si limita ad osservare l’evoluzione delle caratteristiche demografiche, offre anche lo spaccato di una società che ha, di fatto, anticipato gli effetti della globalizzazione, dove si moltiplicano e si scambiano in famiglia sempre più…
Ora i licenziamenti nelle banche ticinesi sono un’amara realtà. Gli effetti della crisi della piazza finanziaria cominciano a sentirsi. Secondo voci attendibili, alla filiale del Credit Suisse a Chiasso ci sarebbe stata una riduzione di personale tra i consulenti che gestivano clienti fino a 2 milioni di franchi di patrimonio. Senza neanche particolari incentivi: cinque o sei mesi di stipendio, e via. Alcuni di licenziati avrebbero una storia più che decennale nella banca, con un portafoglio clienti che, evidentemente, si ritiene non più interessante su un ammontare complessivo di circa 200 milioni di risparmio in gestione. Pare infatti che i clienti fino a 500mila franchi di patrimonio gestito siano ora affidati ad un "call-center": niente più appuntamenti negli ovattati salottini. Addio "rapporto umano", dunque, troppo costoso? Voci che non riguardano, beninteso, solo la filiale chiassese di questo istituto, ma che investono anche altre banche. Piazza Indipendenza, dove si fronteggiano da…
Qualche lieve miglioramento nel settore bancario ticinese nel primo trimestre. È quanto rivela l'indagine congiunturale qualitativa dell'Ustat. Gli «umori» della piazza dello studio non registrano però ancora l'impatto dello scandalo che ha colpito BSI nelle scorse settimane.Il lieve miglioramento registrato – rileva l'Ustat – è da relativizzare all'interno di un contesto congiunturale che permane delicato, soprattutto a causa dei difficili rapporti con la clientela estera. Per i prossimi mesi gli operatori si attendono un graduale miglioramento, senza però escludere correzioni al ribasso per quanto riguarda l'organico. «La situazione resta delicata – sottolinea Franco Citterio, direttore dell'Associazione bancaria ticinese – L'andamento dei mercati azionari degli ultimi mesi ha spinto gli investitori a restare alla finestra, mentre le alternative (obbligazioni, immobiliare) non offrono più sufficienti garanzie. Il mercato resta in una fase di grandi rischi economici, ai quali si aggiungono i rischi politici, come un'eventuale uscita della Gran Bretagna dalla UE e…
Rovistando in una vecchia libreria disordinata è saltato fuori un interessante e forse dimenticato libro scritto nel 1990 dallo storico Carlo Agliati su Pasquale Lucchini, figura centrale nel settore dell’ingegneria civile e non solo nel Ticino ottocentesco e dal titolo Un ingegnere senza politecnico, edito da Fondazione Culturale Collina d’Oro, Ticino, Svizzera. Pasquale Lucchini, nato nel 1798 ad Arasio (Collina d'Oro, in precedenza comune di Montagnola), dopo una sommaria istruzione elementare, impara il mestiere di muratore. Acquisisce da autodidatta una formazione di ingegnere civile – donde il titolo del volume Un ingegnere senza politecnico – attraverso l'esperienza acquisita dapprima lavorando quale assistente, dal 1821, dei lavori di costruzione della strada del Passo dello Stelvio, e in seguito assumendo diversi altri lavori in campo stradale (in Valtellina, sul Passo dello Spluga, ecc.). In Ticino progetta le gallerie stradali nelle Gole di Stalvedro in Leventina e il Ponte-diga di Melide. Dal 1844 al…
Quella di Singapore è già esplosa. Travolgendo la Bsi. Quella dal Brasile, con lo scandalo Petrobras, ha la miccia accesa da mesi. Così come quella dall’Italia con l’inchiesta per polizze assicurative da 14 miliardi finite all’estero. E quella che sta per essere lanciata dall’Argentina, potrebbe fare danni seri. Quattro "bombe" sulla piazza finanziaria. Quattro disavventure giudiziarie che potrebbero far male. Alle banche, innanzitutto. E alla solidità economica del cantone che ha costruito buona parte del suo futuro anche sui gettiti d’imposta e l’indotto degli istituti di credito. "Ormai si è scoperchiato il vaso di Pandora - spiega Sergio Rossi, docente di macroeconomia ed economia monetaria nell’Università di Friburgo -, ora escono uno dopo l’altro gli affari sporchi, le operazioni transnazionali che la piazza ticinese, ma anche quelle di Zurigo e Ginevra, ha svolto per anni quando c’era il segreto bancario. Oggi il paradigma è cambiato, e molti Paesi, come quelli…
“Il primo comitato di sorveglianza Interreg, costituisce la pietra miliare per l'apertura del bando da 158 milioni di euro per comuni, associazioni e imprese di confine" Lo ha dichiarato l'assessore regionale al Post Expo e Città metropolitana e delegata ai rapporti con il Canton Ticino, Francesca Brianza che ha presieduto la prima riunione del comitato di sorveglianza Interreg, tenutasi ieri pomeriggio a Palazzo Lombardia. "È un programma di cooperazione molto importante continua l'assessore Brianza- perché mette sul tavolo ingenti risorse su diversi assi di spesa quali: competitività delle imprese, valorizzazione del patrimonio, mobilità integrata e sostenibile, servizi per l'integrazione delle comunità, rafforzamento della governance transfrontaliera". "Questo programma-ha dichiarato l'assessore-permetterà di far partire progetti transfrontalieri fondamentali per l'economia e lo sviluppo dei nostri territori di confine, favorendo la collaborazione transfrontaliera tra le imprese, rafforzandone la competitività e destinando importanti risorse alla valorizzazione del territorio attraverso politiche ambientali, di potenziamento ed efficientamento…
Si è tenuta oggi in Regione Lombardia la riunione degli Stati Generali dei Lavoratori Frontalieri dove in sostanza si conferma e ribadisce con forza la massima attenzione ed impegno nel sostenere le istanze dei lavoratori frontalieri e dei territori di confine. Concretamente Regione Lombardia intende fare non solo moral suasion nei confronti del governo in sinergia con tutte le istituzioni coinvolte, ma conferma di perseguire l'obiettivo condiviso di tutelare i diritti dei lavoratori frontalieri e si pone come intermediario decisivo tra Berna e Roma. Abbiamo raccolto a caldo la dichiarazione del consigliere regionale varesino Luca Marsico (Forza Italia): «Regione Lombardia dimostra concretamente massima attenzione alle problematiche che coinvolgono sia migliaia di frontalieri e che i comuni di frontiera: gli Stati generali di oggi sono un'ulteriore conferma circa l'interesse delle Istituzioni in stretta connessione con le amministrazioni locali. Il Consiglio regionale ha recentemente approvato, tra l'altro, una mozione che contiene impegni precisi: confido che il…

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