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Itinerari Insubri

Itinerari Insubri (231)

All'inizio di luglio 2008, l'UNESCO ha dichiarato le linee dell'Albula e del Bernina patrimonio mondiale dell'UNESCO. Tale dichiarazione costituisce in primo luogo un riconoscimento internazionale della tratta lunga 122 km, con i suoi numerosi manufatti ferroviari e un tracciato unico nel suo genere. Un'architettura ferrioviaria spettacolare, gole profonde, gelidi ghiacciai e clima mediterraneo: questo e quanto vi invitiamo a scoprire lungo questo affascinante percorso, insignito di un prestigioso premio.
di Paola Montonati* Già alla fine del Settecento, il tratto di costa tra Arona e Stresa sulla riva piemontese del lago Maggiore, era una zona di villeggiatura privilegiata per le famiglie nobili lombarde. Belgirate ci viene incontro, dopo Arona e  Meina, prima di Stresa, posizionata in un punto eccezionalmente panoramico, all'estremità del promontorio che separa il bacino inferiore del lago dal Golfo Borromeo. Oggi è una elegante località di soggiorno, dove si svolgono importanti competizioni velistiche e il premio di poesia dedicato a Guido Gozzano, oltre a ospitare presso Villa Carlotta congressi di rilievo
Da Luino (VA), percorrendo una strada ricca di panorami suggestivi si giunge a Pino sulla Sponda del Lago Maggiore (VA): è il comune più a nord della provincia di Varese, dista una quarantina di chilometri da quest’ultima ed è l’ultimo comune della sponda lombarda prima del confine con la Svizzera, comune di Gambarogno. La storia a Pino Grazie al rinvenimento di una tomba apprendiamo che il territorio già dal V secolo d.C. era abitato dai Celti. Nell'Alto Medioevo il paese faceva parte del Comitato del Seprio, ma subì successivamente la dominazione dei Visconti diventando parte del Contado di Angera: Gian Galeazzo aggregò in esso i territori del Lago Maggiore dando vita ad un'unica unità amministrativa. Nel 1416, sotto Filippo Maria Visconti il paese fu annesso territorio delle Quattro Valli, in un feudo detto Valtravaglia. Vent'anni più tardi Pino venne affidato alla famiglia comasca dei Rusca ed entrò a far parte…
Milano, città tradizionalmente nota per le tante bellissime basiliche dall’importante valore storico, religioso, architettonico e culturale, annovera anche chiese moderne con opere interessanti e suggestive al proprio interno e che molte volte sfuggono all’attenzione anche dei milanesi. Prendiamo ad esempio Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa e il lavoro di Dan Flavin. L’installazione collocata in tale chiesa è l’ultima opera dell’artista minimalista americano mancato nel novembre del 1996. Flavin studiò dai Gesuiti, ma rivide la decisione di entrare nell’Ordine per dedicarsi completamente alla carriera artistica. L’artista fu invitato dall’allora parroco della chiesa, don Giulio Greco, a creare un’opera di luce in un luogo, un quartiere della città, con un contesto sociale che sembrava averne bisogno. Il progetto “Untitled” fu terminato da Flavin pochi giorni prima della morte e l’opera fu installata circa un anno dopo. L'installazione permanente è costituita da tubi al neon blu e verdi per la navata centrale, rossi…
La lavorazione dei metalli è l'attività artigianale di più lunga tradizione e la più tipica del territorio lecchese. Nel 2005, ai Piani d'Erna gli scavi dei Musei Civici di Lecco e della Università di Bergamo hanno portato alla luce il più antico sito di produzione metallurgica dell'intero arco alpino (II secolo a.C. - I secolo d.C.): i resti di forni fusori e di scorie di lavorazione comprovano che questa attività era allora già in auge. Fiorente nel Medioevo e Rinascimento, la ferrarezza - l'arte di lavorare il ferro - fu favorita dalla vicinanza alle miniere ed ai boschi della Valsassina e dalla presenza in città di corsi d'acqua per il movimento di mantici e di magli. Lecco divenne la più importante città del ferro del Ducato di Milano, specialmente dopo la perdita delle province di Brescia e di Bergamo, conquistate dai Veneziani. Anche sotto la dominazione spagnola, l'attività siderurgica continuò…
di Paola Montonati* A meno di un’ora da Milano, troviamo Lodi, cittadina di origine in gran parte medievale, ricca di storia, di monumenti e circondata da castelli affascinanti. Le origini della città di Lodi, capoluogo dell'omonima provincia, affondano molto lontano nel tempo; infatti fu nel 1158 che l’imperatore germanico Federico Barbarossa decise di fondare sulle rive dell’Adda, ad est  della cittadina romana di Lars Pompeia, un piccolo borgo con un porto fluviale e una fortezza per una guarnigione allo scopo di consentire una migliore difesa dei confini dei suoi territori vicini a quelli di Milano.
di Emanuela Trevisan* Andar per castelli, niente di meglio da programmare nei fine settimana autunnali ed invernali, quando i colori caldi dell'attuale stagione e quelli freddi dell'inverno ci regalano bellissimi panorami che fanno sembrare le fortificazioni tornate agli scenari dei fasti originali. La nostra Insubria, intesa  in tutta la sua estensione e segnata da quattro punti cardinali emblematici quali il Gottardo a nord, le sorgenti dell'Adda ad est, il Po a sud ed il Sesia ad ovest, è terra particolarmente ricca di castelli, grazie soprattutto alle opere fortificate volute dai Visconti e dagli Sforza.
La Basilica di Sant'Ambrogio, uno dei simboli della metropoli meneghina, è dedicata al Santo protettore della città, la cui festa viene celebrata ogni anno il 7 Dicembre. All'interno della Basilica sono custoditi preziosi reperti ed opere d'arte che documentano circa 1600 anni di storia della città. Fu il Vescovo Ambrogio a voler erigere la Basilica di Sant'Ambrogio  tra il 379 ed il 386 nell’area del cimitero ad Martires, fuori Porta Vercellina, l’antica Basilica Martirum, da sempre chiamata “Ambrosiana”. La basilica viene considerata il più importante esempio di architettura romanica lombarda.L'interno della Basilica, a tre navate, raccoglie opere d'arte molto preziose Dalla navata sinistra si raggiunge il Porticato della Canonica, la parte della basilica costruita dal Bramante nel 1492.
di Marco Corrias Il borgo lombardo di San Colombano al Lambro è un nucleo abitato da 7000 "banini", adagiato ai piedi di un colle di origine subappenninica. Lontano 20 km dal resto della Provincia, è un raro caso di exclave milanese stretta fra le province di Pavia e Lodi. La località fu menzionata per la prima volta in una serie di atti imperiali di età sassone (X secolo), col nome di "Brioni" e "Mombrione". Si dovette attendere il testamento del potente arcivescovo brianzolo Ariberto d'Intimiano (1034) affinché il paese ereditasse il toponimo di San Colombano, il combattivo monaco che, partito dall'Irlanda agli inizi del VII secolo per cristianizzare il continente, dopo un lungo viaggio attraverso Francia e Svizzera giunse in Italia giusto in tempo per lasciare ai posteri il prestigioso monastero piacentino di Bobbio.

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