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Paola Montonati

Paola Montonati (360)

“C'era una volta...  - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.  No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.  Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.  Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome mastr'Antonio, se non che tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura”. Quando Geppetto, con un pezzo di legno, costruì Pinocchio, certo non immaginava che il burattino di legno avrebbe fatto così tanta strada. Monello, poco studioso e protagonista d’incredibili avventure, ha accompagnato generazioni di lettori, fatto sognare con la bellezza della…
Oggi, durante un viaggio in autostrada fermarsi in un Autogrill, consumare una colazione o uno spuntino, acquistare qualche prodotto diverso dal solito è davvero consueto e assolutamente scontato, ma da dove nasce e quando cominciò tutto questo? Incredibilmente tutto ebbe inizio dalla campagna pavese e dalla storia di un uomo che fondò la Pavesi, l’azienda dolciaria notissima per i Pavesini e diede il via ai primi Autogrill. Mario Pavesi nacque a Cilavegna, in provincia di Pavia, il 29 dicembre 1909, secondogenito di Luigi e Carolina Falzoni. Dopo aver venduto la piccola fabbrica di carri agricoli fondata dal padre, Luigi aveva aperto una panetteria in cui lavoravano la moglie e il primogenito Pietro, mentre Mario trascorreva gli anni dell’adolescenza e della prima giovinezza impegnato in un negozio di tessuti a Mortara. Il giovane Pavesi venne poi assunto in qualità di commesso viaggiatore presso la Fratelli Terrani di Antonio, una torrefazione che…
L’ultimo giovedì di gennaio in Insubria è la sera della Gioebia, un’occasione di rivivere le tradizioni contadine e assaporare le sensazioni e i gusti di un tempo. Ma com’è nata la Gioebia e quali sono i suoi significati? La Gioebia assume nomi diversi a seconda della regione dove si vive, in Piemonte si dice Giobbia, nella Brianza e nella provincia di Como si parla di Giübiana o Gibiana, mentre altre varianti si discostano dal nome originario, come Zobiana o Giünee dalle parti di Plesio. Le origini della festa rimangono avvolte nel mistero, alcuni la collegano al culto di Giunone (da cui deriverebbe l'aggettivo Joviana) o dello stesso Giove (da cui ha origine l'aggettivo Giovia, quindi Giobia) per cui i contadini celebravano le feste d’inizio anno per propiziare le forze della natura e ottenere un buon raccolto. Secondo altri, la Gioebia fa riferimento ai tempi dell'Inquisizione, quando era diffusa la caccia alle streghe, una diversa ipotesi fa risalire questa…
“E vennero i Visigoti e poi gli Svevi, Borgognoni, Alani, Germani condotti da Rodagasio, poi ancora i Visigoti condotti da Alarico, poi Attila con gli Unni, poi Genserico con i Vandali, poi Odoacre cogli Eruli e Rugi, poi Teodorico con gli Ostrogoti, il cui regno durò in Italia dal 493 al 555, funestato negli ultimi 18 anni da una lunga guerra con i Greci, che rimasero padroni esosi d’Italia fino al 568 quando si ebbe l’invasione di un altro popolo barbaro, i Longobardi”. Con queste parole don Tunesi racconta le invasioni barbariche che, con l’inizio della decadenza dell’impero romano, verso il IV secolo d.C., cominciarono a susseguirsi, sempre più frequenti, anche in Valcuvia, terra ai margini dell’impero, che subì prima di molte altre le conseguenze delle scorrerie. Nel 712 Liutprando, re Longobardo, donò al monastero di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia alcune terre, questo è anche il primo…
I grandi artisti contemporanei sono quelli che riescono a completare l’arte di fondere concetto e poesia, valore estetico e indagine sullo spazio inteso come fisico e mentale.  E questo cerchio si chiude con l’opera del francese Melik Ohanian, vincitore nel 2015 del Prix Marcel Duchamp e del Leone d’oro per miglior partecipazione nazionale (mostra collettiva) alla 56sima Biennale di Venezia. Uno spaccato importante della sua poetica è in questi giorni esposto negli spazi di Dip Contemporary Art di Lugano, giovane e brillante galleria fondata da Michela Negrini, nell'ottobre 2016. In mostra una serie d’ingrandimenti fotografici in cui l’artista indaga con la lente dello speleologo le mutazioni di stato, da solido a liquido, del Cesio 33, metallo radioattivo impiegato dagli anni Sessanta usato per stabilire la durata del secondo universale negli orologi atomici. L’impatto visivo delle nove stampe è emozionante, un viaggio nel micro e macroscopico della Natura che sa rivelarsi…
Dopo Londra (nella foto, n.d.r.) e New York, l’Arco di Palmira arriverà ad Arona, nel contesto dell’evento internazionale Passing through, moving forward, dal 29 aprile, di fronte al museo civico archeologico intitolato lo scorso settembre a Khaled al-Asaad, l’archeologo-custode del sito di Palmira, ucciso da un gruppo jihadista. Alto più di cinque metri, il monumento, simbolo della storica città siriana distrutta dall’Isis, è stato ricostruito utilizzando immagini digitali e in stampa in 3D dall’Institute for Digital Archeology di Oxford ed è stato realizzato da una ditta di Carrara. Il prestigioso New York Times ha inserito la riproduzione dell’Arco di Palmira tra le opere più simboliche del 2016 insieme alla passerella galleggiante di Christo The Floating Piers e se questo fosse vero, quest’anno potrebbe toccare al Lago Maggiore ricevere la clamorosa attenzione ottenuta l’anno scorso dal Lago d’Iseo.   I visitatori questa volta non cammineranno sulle acque, ma sotto un arco realizzato…
Durante la nevicata del 1929, che lasciò 80 cm a Milano, a Mortara, in provincia di Pavia, nacque mia nonna Giovannina. Mi ha sempre raccontato l’evento un po’ come una favola, la neve era così alta che l’ostetrica non riusciva a raggiungere la cascina e quando finalmente arrivò nonna era già nata, era cosi minuta che l’avvolsero nell’ovatta, per non farle male. A sentire lei, quasi l’avessero avvolta in una neve calda, morbida, soffice. Ma fu nel secondo dopoguerra che si ricordano tre grandi nevicate, passate alla storia, che lasciarono un segno profondo nella storia milanese e non solo. Nell'inverno 1946-47 ci fu un clima particolarmente rigido ovunque, con tre mesi consecutivi molto freddi, cosa rara per una regione come la Lombardia, dove le ondate di freddo più intense raramente superano la durata di un mese e mezzo, infatti, neanche i rigidissimi inverni del 1929, 1956 e 1985 ebbero tre…
Sabato 4 febbraio, a Santa Maria Maggiore, in una delle poche Scuole di Belle Arti attiva su tutto l’arco alpino, inizierà una nuova edizione del corso tenuto da Franco Amodei, maestro legnamaro di questo lembo di Insubria, che così festeggia i suoi settanta anni, di cui cinquantasette dedicati alla lavorazione del legno, prima come falegname e poi come artista. Amodei celebrerà questi traguardi rinnovando una tradizione che da anni richiama alla Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore, in Valle Vigezzo, allievi e appassionati desiderosi di apprendere l'arte dell'intaglio su legno. Si tratta di un'occasione unica, tanto per la qualità dell'insegnamento, quanto per la sede. Ed è un appuntamento fisso che si rinnova dal 1989, quando Amodei, ultimo testimone di questa meravigliosa passione artistica, iniziò a seguire gli allievi in un entusiasmante percorso di conoscenza e pratica. I boschi della Valle Vigezzo nei secoli furono una risorsa…
Una delle tradizioni più sentite a Milano e in Lombardia é quella dei Re Magi, come narra questa poesia di Pietro da Bascapé, considerato il primo poeta volgare milanese: Al signo de una stella respendente tri magi venen da oriente, zevan quirando ( andavano cercando ) lo filiol de Deo lo qual è nado rex de li çudei. ................... Li nomi di li magi l' un è Guaspar, l' altro Marchion, l' altro Baldeçar. Zascun se 'n va in soa region, sì como per l' angelo a lor ven in vision. Forse non tutti sanno che a Induno Olona, Erba e Crescenzago, nel cuore dell’Insubria, tre piccole chiese locali celano il culto dedicato ai Re Magi, nate quando nel Medioevo le loro reliquie, partite da Milano in viaggio verso Colonia, in Germania, passarono proprio in questa zona, dove storia e leggenda si tengono per mano ancora oggi. A Induno Olona,…
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